27.01.2012
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Titolo: Part Lies, Part Heart, Part Truth, Part Garbage: 1982–2011
Autore: R. E. M.
Uscita: 11 novembre 2011
La raccolta definitiva di uno dei gruppi rock più importanti degli ultimi decenni.
Recensione:
Il 21 settembre 2011 un comunicato sul loro sito ufficiale ha concluso la storia dei R.E.M., band statunitense nata nel 1980 ad Athens, Georgia, e diventata celebre in tutto il mondo grazie a brani ormai classici come “Losing my religion”, “It’s the end of the world as we know it” (ricantata in italiano da Ligabue), “Daysleeper” e molte altre. Un’uscita di scena nel loro stile, lontano dal gossip e senza "ultimi tour".
L’addio (definitivo?) alle scene l’hanno dato con questo Best of che riassume nel titolo la definizione della band data dal chitarrista Peter Buck: “in parte bugie, in parte cuore, in parte verità, in parte spazzatura”. Una raccolta in due dischi compilata personalmente, ricca di commenti e aneddoti e che, mantenendo i pezzi più noti, racconta in 40 brani la continua evoluzione musicale dei R.E.M., continuata fino all’ultimo Collapse into now (2011).
Una carriera, e un rapporto speciale con i fan, da cui hanno da imparare non solo le nuove generazioni di musicisti, ma anche i colleghi che continuano ad andare in tour, e pubblicare album inutili, solo per riempirsi le tasche.
Il 21 settembre 2011 un comunicato sul loro sito ufficiale ha concluso la storia dei R.E.M., band statunitense nata nel 1980 ad Athens, Georgia, e diventata celebre in tutto il mondo grazie a brani ormai classici come “Losing my religion”, “It’s the end of the world as we know it” (ricantata in italiano da Ligabue), “Daysleeper” e molte altre. Un’uscita di scena nel loro stile, lontano dal gossip e senza "ultimi tour".
L’addio (definitivo?) alle scene l’hanno dato con questo Best of che riassume nel titolo la definizione della band data dal chitarrista Peter Buck: “in parte bugie, in parte cuore, in parte verità, in parte spazzatura”. Una raccolta in due dischi compilata personalmente, ricca di commenti e aneddoti e che, mantenendo i pezzi più noti, racconta in 40 brani la continua evoluzione musicale dei R.E.M., continuata fino all’ultimo Collapse into now (2011).
Una carriera, e un rapporto speciale con i fan, da cui hanno da imparare non solo le nuove generazioni di musicisti, ma anche i colleghi che continuano ad andare in tour, e pubblicare album inutili, solo per riempirsi le tasche.
giudizio
ascolta
- — Everybody hurts
- — Man on the moon
- — Bad day





