23.06.2010
video
Titolo: Slash
Autore: Slash
Uscita: 31 marzo 2010
Un uomo, una chitarra, e il rock’n’roll. Il primo album solista di Slash.
Recensione:
C’è stato un tempo, tra la metà degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, in cui radio e classifiche di tutto il mondo erano terra di conquista per un rock potente ed essenziale, fatto di micidiali riff di chitarra e voci travolgenti. Di quel periodo, forse l’ultimo in cui il rock ha davvero regnato, i Guns n’Roses erano i re incontrastati. E se nel 2009 era uscito il tanto atteso (e deludente) Chinese Democracy del cantante Axl Rose, nel 2010 è toccato al chitarrista Slash, con risultati migliori.
Forte del fatto di essere ormai una leggenda vivente e della sua abitudine a collaborare nei generi più diversi, Slash ha chiamato i vecchi compagni dei G n’R (Axl escluso) e ospiti straordinari, da vecchie glorie come Ozzy Osbourne alla cantante dei Black Eyed Peas Fergie. Hard rock, blues, le immancabili power ballad e qualche incursione in sonorità più dure, con voci importanti e la chitarra esplorata nelle sue mille possibilità.
Un disco in cui si sente il piacere di suonare la musica che si ama, senza paura di apparire fuori moda.
C’è stato un tempo, tra la metà degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, in cui radio e classifiche di tutto il mondo erano terra di conquista per un rock potente ed essenziale, fatto di micidiali riff di chitarra e voci travolgenti. Di quel periodo, forse l’ultimo in cui il rock ha davvero regnato, i Guns n’Roses erano i re incontrastati. E se nel 2009 era uscito il tanto atteso (e deludente) Chinese Democracy del cantante Axl Rose, nel 2010 è toccato al chitarrista Slash, con risultati migliori.
Forte del fatto di essere ormai una leggenda vivente e della sua abitudine a collaborare nei generi più diversi, Slash ha chiamato i vecchi compagni dei G n’R (Axl escluso) e ospiti straordinari, da vecchie glorie come Ozzy Osbourne alla cantante dei Black Eyed Peas Fergie. Hard rock, blues, le immancabili power ballad e qualche incursione in sonorità più dure, con voci importanti e la chitarra esplorata nelle sue mille possibilità.
Un disco in cui si sente il piacere di suonare la musica che si ama, senza paura di apparire fuori moda.
giudizio
ascolta
- — Ghost (feat. Ian Astbury e Izzy Stradlin)
- — Crucify the dead (feat. Ozzy Osbourne)
- — Beautiful dangerous (feat. Fergie)





