12.04.2010
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Titolo: Premio Amnesty Italia 2010
Autore: Amnesty Italia, Voci per la libertà
Premio Amnesty Italia 2010: vince Carmen Consoli.
Recensione:
Ogni anno dal 2003 una giuria specializzata decide quale canzone, tra le dieci segnalate dalle associazioni Amnesty International (sezione italiana) e Voci per la libertà, abbia trattato in modo più efficace il tema dei diritti umani. Diritti spesso violati, e sui quali a volte la musica riesce a far riflettere più di tante conferenze.
Due anni dopo Canenero dei Subsonica, vince di nuovo una canzone che parla di pedofilia: è Mio zio di Carmen Consoli, uno dei brani più forti del nuovo album della cantante catanese. La vittima è una bambina e la violenza avviene in famiglia; una situazione ancora peggiore visto che, come ha spiegato Carmen, “la famiglia è il luogo fisico e ideale nel quale dovremmo trovare sempre rifugio e protezione e invece diventa troppo spesso il teatro di mostruosità, un teatrino che tendiamo a nascondere dietro il perbenismo, l'ipocrisia, la menzogna, a discapito ancora di chi non sa e non può difendersi”. Per la cantante, “parlarne, parlarne tanto e apertamente è il modo migliore per sgretolare questo teatro dell'orrore”.
Ogni anno dal 2003 una giuria specializzata decide quale canzone, tra le dieci segnalate dalle associazioni Amnesty International (sezione italiana) e Voci per la libertà, abbia trattato in modo più efficace il tema dei diritti umani. Diritti spesso violati, e sui quali a volte la musica riesce a far riflettere più di tante conferenze.
Due anni dopo Canenero dei Subsonica, vince di nuovo una canzone che parla di pedofilia: è Mio zio di Carmen Consoli, uno dei brani più forti del nuovo album della cantante catanese. La vittima è una bambina e la violenza avviene in famiglia; una situazione ancora peggiore visto che, come ha spiegato Carmen, “la famiglia è il luogo fisico e ideale nel quale dovremmo trovare sempre rifugio e protezione e invece diventa troppo spesso il teatro di mostruosità, un teatrino che tendiamo a nascondere dietro il perbenismo, l'ipocrisia, la menzogna, a discapito ancora di chi non sa e non può difendersi”. Per la cantante, “parlarne, parlarne tanto e apertamente è il modo migliore per sgretolare questo teatro dell'orrore”.
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