06.04.2008
Titolo: Voci per la libertà 2008
Autore: Subsonica (vincitori)
Uscita: 6 aprile 2008
Il dramma degli abusi sui minori, raccontato in prima persona: è Canenero dei Subsonica il brano vincitore di Voci per la libertà 2008, che per la sesta volta ha premiato la canzone italiana più attenta alle tematiche umanitarie, scelta da giornalisti musicali e rappresentanti di Amnesty International tra le dieci più segnalate dagli utenti.
Recensione:
Paolo Pobbiati, presidente di Amnesty Italia, ha motivato così la vittoria del gruppo torinese: «I Subsonica hanno avuto il coraggio di utilizzare la musica per raccontare quanto questo fenomeno sia diffuso e presente anche in realtà apparentemente normali, per ricordare quanti ‘cani neri’ stiano sbranando il futuro di tanti bambini». Anche quest’anno la premiazione avverrà a Villadose (Ro), durante la serata finale del concorso “Voci per la libertà - una canzone per Amnesty”, in programma dal 17 al 20 luglio. Siti web: www.vociperlaliberta.it www.myspace.com/subsonica Il testo della canzone vincitrice Canenero – Subsonica (dall’album L’eclissi) Se ho paura a sentire il silenzio se non riesco a raschiare il ricordo quella voce scura dentro me è una porta chiusa dentro me quella porta è un dolore lontano che nessuno doveva vedere quando quelle mani su di me quella bocca scura su di me se ho paura a sentire il silenzio se non riesco a tagliare il ricordo quella voce scura dentro me è una porta chiusa dentro me quella porta è un dolore bambino che nessuno voleva ascoltare forse non capivo quello che non osavo chiedere il perché è di nuovo qua so cosa farà quelle mani su di me fiato sporco su di me dice è come un gioco dice che è per poco che non fa così male e non si può scappare che non si può scappare qui non si può scappare Canenero ritorna nel sonno devo urlare per prendere fiato quelle mani scure su di me quella bocca sporca su di me quante volte gridando nel sonno per strapparmi di dosso il ricordo quella porta chiusa intorno a me quella voce è chiusa dentro me canenero ritorna nel sonno devo urlare per prendere fiato quelle mani ancora su di me quella bocca sporca su di me quante volte ho gridato nel sonno per sentirmi di nuovo al sicuro quella porta chiusa intorno a me quella voce scura dentro me Se ho paura a sentire il silenzio se non riesco a raschiare il ricordo quella porta chiusa intorno a me è una porta chiusa dentro me quella porta è un dolore bambino che nessuno voleva vedere mentre non capivo quello che non osavo chiedere il perché dice è come un gioco dice che è per poco non posso raccontare e non si può scappare qui non si può scappare Canenero ritorna nel sonno devo urlare per prendere fiato quelle mani scure su di me quella bocca sporca su di me quante volte gridando nel sonno per strapparmi di dosso il ricordo quella porta chiusa intorno a me quella voce chiusa dentro me canenero ritorna nel sonno devo urlare per prendere fiato quelle mani ancora su di me quella bocca sporca su di me quante volte ho gridato nel sonno per sentirmi di nuovo al sicuro quella porta chiusa intorno a me quella voce scura dentro me canenero ritorna nel sonno devo urlare per prendere fiato quelle mani scure su di me quella bocca sporca su di me quante volte gridando nel sonno per strapparmi di dosso il ricordo quella porta chiusa intorno a me quella voce chiusa dentro me
Paolo Pobbiati, presidente di Amnesty Italia, ha motivato così la vittoria del gruppo torinese: «I Subsonica hanno avuto il coraggio di utilizzare la musica per raccontare quanto questo fenomeno sia diffuso e presente anche in realtà apparentemente normali, per ricordare quanti ‘cani neri’ stiano sbranando il futuro di tanti bambini». Anche quest’anno la premiazione avverrà a Villadose (Ro), durante la serata finale del concorso “Voci per la libertà - una canzone per Amnesty”, in programma dal 17 al 20 luglio. Siti web: www.vociperlaliberta.it www.myspace.com/subsonica Il testo della canzone vincitrice Canenero – Subsonica (dall’album L’eclissi) Se ho paura a sentire il silenzio se non riesco a raschiare il ricordo quella voce scura dentro me è una porta chiusa dentro me quella porta è un dolore lontano che nessuno doveva vedere quando quelle mani su di me quella bocca scura su di me se ho paura a sentire il silenzio se non riesco a tagliare il ricordo quella voce scura dentro me è una porta chiusa dentro me quella porta è un dolore bambino che nessuno voleva ascoltare forse non capivo quello che non osavo chiedere il perché è di nuovo qua so cosa farà quelle mani su di me fiato sporco su di me dice è come un gioco dice che è per poco che non fa così male e non si può scappare che non si può scappare qui non si può scappare Canenero ritorna nel sonno devo urlare per prendere fiato quelle mani scure su di me quella bocca sporca su di me quante volte gridando nel sonno per strapparmi di dosso il ricordo quella porta chiusa intorno a me quella voce è chiusa dentro me canenero ritorna nel sonno devo urlare per prendere fiato quelle mani ancora su di me quella bocca sporca su di me quante volte ho gridato nel sonno per sentirmi di nuovo al sicuro quella porta chiusa intorno a me quella voce scura dentro me Se ho paura a sentire il silenzio se non riesco a raschiare il ricordo quella porta chiusa intorno a me è una porta chiusa dentro me quella porta è un dolore bambino che nessuno voleva vedere mentre non capivo quello che non osavo chiedere il perché dice è come un gioco dice che è per poco non posso raccontare e non si può scappare qui non si può scappare Canenero ritorna nel sonno devo urlare per prendere fiato quelle mani scure su di me quella bocca sporca su di me quante volte gridando nel sonno per strapparmi di dosso il ricordo quella porta chiusa intorno a me quella voce chiusa dentro me canenero ritorna nel sonno devo urlare per prendere fiato quelle mani ancora su di me quella bocca sporca su di me quante volte ho gridato nel sonno per sentirmi di nuovo al sicuro quella porta chiusa intorno a me quella voce scura dentro me canenero ritorna nel sonno devo urlare per prendere fiato quelle mani scure su di me quella bocca sporca su di me quante volte gridando nel sonno per strapparmi di dosso il ricordo quella porta chiusa intorno a me quella voce chiusa dentro me
giudizio





