30.03.2007
Titolo: UN PONTE PER TERABITHIA
Autore: Gabor Csupo
Uscita: 30 marzo 2007
Ecco un film davvero bello, che forse non avrà il successo di altre megaproduzioni supergonfiate, ma che vi consigliamo di non perdere.
Recensione:
Tratto dal romanzo di Katherine Paterson, il film racconta la vicenda di Jesse (Josh Hutcherson), un ragazzino delle medie che vive con la numerosa famiglia in un villaggio americano di campagna. Circondato da compagni bulli e arroganti, Jesse è un adolescente molto sensibile, bravissimo a disegnare - meravigliosi, tra l’altro, i titoli di testa che partono proprio dai suoi disegni. La sua vita cambia quando nella classe arriva una nuova allieva, Lesile (AnnaSophie Robb), che, al pari di Jesse, è dotata di grande fantasia e amore per le cose belle. Insieme scopriranno un luogo nella foresta vicino alle loro case, dove costruiranno una bellissima casa sull’albero e cominceranno a scoprire misteriose presenze e a vivere straordinarie avventure. Fin qui non ci sarebbe nulla di originalissimo. Se non che la vicenda assumerà un risvolto tragico, quando Lesile scomparirà nella corrente del fiume che è necessario attraversare per raggiungere la foresta. Costruito con massima delicatezza, il film esplora le mille incertezze ed i mille entusiasmi degli adolescenti, aiutandoci a capire quanto sia necessario ascoltarli e comprenderli. Una volta tanto, poi, non mancano figure di adulti positivi, come l’insegnante di musica (Zoeey Dechanel) di cui Jesse è segretamente innamorato e lo stesso padre di Jesse (Robert Patrick), umanissimo e vicino al figlio nei momenti più difficili. Non è una storia di supereroi e di soluzioni magiche alle difficoltà dell’esistenza, ma una riflessione profonda e deliziosa sulla maturazione degli esseri umani. Ci sono davvero dei momenti molto belli, come quello in cui Jesse e Lesile, dopo aver fatto un dispetto alla più aggressiva delle compagne di classe, si rendono conto di averla ferita nella sua sensibilità e cominciano a cambiare atteggiamento nei suoi confronti, comprendendo come, a volte, la rudezza sia un modo per nascondere un animo fragile. Se ne esce un po’ immalinconiti, ma anche rasserenati per aver conosciuto dei personaggi tanto vicini a noi. Durata: 95'
Tratto dal romanzo di Katherine Paterson, il film racconta la vicenda di Jesse (Josh Hutcherson), un ragazzino delle medie che vive con la numerosa famiglia in un villaggio americano di campagna. Circondato da compagni bulli e arroganti, Jesse è un adolescente molto sensibile, bravissimo a disegnare - meravigliosi, tra l’altro, i titoli di testa che partono proprio dai suoi disegni. La sua vita cambia quando nella classe arriva una nuova allieva, Lesile (AnnaSophie Robb), che, al pari di Jesse, è dotata di grande fantasia e amore per le cose belle. Insieme scopriranno un luogo nella foresta vicino alle loro case, dove costruiranno una bellissima casa sull’albero e cominceranno a scoprire misteriose presenze e a vivere straordinarie avventure. Fin qui non ci sarebbe nulla di originalissimo. Se non che la vicenda assumerà un risvolto tragico, quando Lesile scomparirà nella corrente del fiume che è necessario attraversare per raggiungere la foresta. Costruito con massima delicatezza, il film esplora le mille incertezze ed i mille entusiasmi degli adolescenti, aiutandoci a capire quanto sia necessario ascoltarli e comprenderli. Una volta tanto, poi, non mancano figure di adulti positivi, come l’insegnante di musica (Zoeey Dechanel) di cui Jesse è segretamente innamorato e lo stesso padre di Jesse (Robert Patrick), umanissimo e vicino al figlio nei momenti più difficili. Non è una storia di supereroi e di soluzioni magiche alle difficoltà dell’esistenza, ma una riflessione profonda e deliziosa sulla maturazione degli esseri umani. Ci sono davvero dei momenti molto belli, come quello in cui Jesse e Lesile, dopo aver fatto un dispetto alla più aggressiva delle compagne di classe, si rendono conto di averla ferita nella sua sensibilità e cominciano a cambiare atteggiamento nei suoi confronti, comprendendo come, a volte, la rudezza sia un modo per nascondere un animo fragile. Se ne esce un po’ immalinconiti, ma anche rasserenati per aver conosciuto dei personaggi tanto vicini a noi. Durata: 95'
giudizio





