28.11.2008
Titolo: BOLT - UN EROE A QUATTRO ZAMPE
Autore: Chris Williams, Byron Howard
Uscita: 28 novembre 2008
Allevato in uno studio cinematografico, Bolt, un cane di piccola taglia, star di una serie televisiva, è persuaso di possedere i poteri che la finzione di cui è protagonista gli attribuisce. Un giorno, complice una serie di coincidenze, si ritrova lontano da casa; comincia così il suo tentativo di ritrovare la sua giovane padroncina e di scoprire la sua vera vita. Ma prima d’allora dovrà effettuare molti incontri e giocare le sue carte fino in fondo.
Recensione:
Da non poco tempo, ormai, i film di animazione sanno captare i segnali che arrivano da altri mondi (artistici o meno), e non di rado sanno anticipare tendenze che poi saranno raccolte e sviluppate al cinema (ma non solo): Bolt, invece, sceglie di sviluppare materiali già abbondantemente trattati senza aggiungere qualcosa di nuovo, ma senza tuttavia rinunciare a proporre contenuti cari all’intrattenimento per le famiglie e per chi ama un certo tipo di film di animazione. Troviamo così il tema dell’amicizia, il cui valore è compreso dal nostro protagonista a quattro zampe laddove riesce a raggiungere la meta grazie all’aiuto di due compagni di strada, molto diversi tra loro ma ricchi di risorse da donare a chi li circonda. Non mancano nemmeno la fedeltà e l’affetto, restituiti dalla convinzione con cui Bolt cerca a tutti i costi di raggiungere la sua padroncina, consapevole che gli vuole molto bene e che non l’ha dimenticato. Sono presenti, poi, altre incursioni sul terreno della finzione, come la scelta di presentare il protagonista come la vittima di un inganno alimentato da altri (sulla scia di The Truman show), o l’idea di sorprendere lo spettatore facendogli credere di vedere una cosa, per poi svelargli che si trattava di una messa in scena apposita per le riprese di un film (come in Mission impossibile). Tutto sommato questi particolari non sottolineano niente che davvero valga la pena conservare o annotarsi. In questo tipo di cose probabilmente sono i colleghi della Pixar o della Dreamworks ad aver fatto scuola nei cartoon. Quel che entusiasma di più, in questo film, è proprio – e come quasi sempre nella Disney – la parte più “classica”, vale a dire in questo caso quella che vede Bolt impegnato in un grande viaggio da una parte all’altra dell’oceano, precisamente da New York a Hollywood. Un insieme di avventure e di esperienze con l’America sullo sfondo: spazi rurali, città mastodontiche e lande senza fine dove chiunque può salire su un treno, su un auto o affidarsi alla propria andatura naturale per attraversare luoghi e vivere nuove avventure.
Da non poco tempo, ormai, i film di animazione sanno captare i segnali che arrivano da altri mondi (artistici o meno), e non di rado sanno anticipare tendenze che poi saranno raccolte e sviluppate al cinema (ma non solo): Bolt, invece, sceglie di sviluppare materiali già abbondantemente trattati senza aggiungere qualcosa di nuovo, ma senza tuttavia rinunciare a proporre contenuti cari all’intrattenimento per le famiglie e per chi ama un certo tipo di film di animazione. Troviamo così il tema dell’amicizia, il cui valore è compreso dal nostro protagonista a quattro zampe laddove riesce a raggiungere la meta grazie all’aiuto di due compagni di strada, molto diversi tra loro ma ricchi di risorse da donare a chi li circonda. Non mancano nemmeno la fedeltà e l’affetto, restituiti dalla convinzione con cui Bolt cerca a tutti i costi di raggiungere la sua padroncina, consapevole che gli vuole molto bene e che non l’ha dimenticato. Sono presenti, poi, altre incursioni sul terreno della finzione, come la scelta di presentare il protagonista come la vittima di un inganno alimentato da altri (sulla scia di The Truman show), o l’idea di sorprendere lo spettatore facendogli credere di vedere una cosa, per poi svelargli che si trattava di una messa in scena apposita per le riprese di un film (come in Mission impossibile). Tutto sommato questi particolari non sottolineano niente che davvero valga la pena conservare o annotarsi. In questo tipo di cose probabilmente sono i colleghi della Pixar o della Dreamworks ad aver fatto scuola nei cartoon. Quel che entusiasma di più, in questo film, è proprio – e come quasi sempre nella Disney – la parte più “classica”, vale a dire in questo caso quella che vede Bolt impegnato in un grande viaggio da una parte all’altra dell’oceano, precisamente da New York a Hollywood. Un insieme di avventure e di esperienze con l’America sullo sfondo: spazi rurali, città mastodontiche e lande senza fine dove chiunque può salire su un treno, su un auto o affidarsi alla propria andatura naturale per attraversare luoghi e vivere nuove avventure.
giudizio





