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28.07.2010

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Titolo: Bo (speciale Giffoni 2010)
Autore: Hans Herbots
Uscita: 2010
Il Festival prosegue con Bo, film belga del regista Hans Herbots.
Recensione:
Dopo Blessed, un’altra storia di disagio e di violenza. Questa volta non vi sono più voci a costruire un quadro nelle sue sfaccettature, ma una sola traiettoria a restituire un intero sociale, con tutte le sue crudeltà. Deborah è una ragazza di quindici anni come tante altre. Qualche amica, la scuola, una famiglia che fatica a sbarcare il lunario, una madre con cui non comunica. La sua vita cambia con l’arrivo di Vincent, che le propone di fare l’accompagnatrice (l’escort, come si usa dire oggi) garantendole lauti compensi. Comincia così la sua discesa agli inferi tra clienti di ogni tipo, sevizie psichiche e morali, avventure sentimentali di bassa lega. Ne uscirà indenne per miracolo.
Come ha spiegato il regista in occasione del dibattito che ha seguito la proiezione, Bo vuol essere innanzitutto un ritratto autentico di un mondo, quello della prostituzione minorile. La scelta è stata sviluppare sia il lato “oggettivo” che fa da contesto (l’ambiente sociale, le condizioni in cui i personaggi si trovano), sia il lato soggettivo della protagonista, che sperimenta emozioni e sentimenti ancora adolescenziali in un corpo quasi adulto di cui si serve.
Ne esce un film piuttosto duro, che però non ha nulla di voyeuristico o di gratuito. Ciò che viene mostrato è necessario, il regista non calca la mano e non mostra niente più di quel che serve, lasciando che le atmosfere e i dialoghi parlino da soli.

giudizio