26.11.2011
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Titolo: Il villaggio di cartone
Autore: Ermanno Olmi
Uscita: 7 ottobre 2011
Il maestro Olmi e il tema dell’altro: "Il villaggio di cartone", opera coraggiosa e personale.
Recensione:
Un gruppo di clandestini trova rifugio in una chiesa dismessa e vi instaura un piccolo villaggio. Il parroco della chiesa, in crisi umana e spirituale, vede la sua chiesa riprendere vita. I suoi tormenti interiori non lo abbandonano, ma si riavvicina al suo posto nel mondo grazie a quest’esperienza di accoglienza.
Un gruppo di clandestini trova rifugio in una chiesa dismessa e vi instaura un piccolo villaggio. Il parroco della chiesa, in crisi umana e spirituale, vede la sua chiesa riprendere vita. I suoi tormenti interiori non lo abbandonano, ma si riavvicina al suo posto nel mondo grazie a quest’esperienza di accoglienza.
A settembre il Festival del cinema di Venezia aveva richiamato l’attenzione del pubblico sul tema dell’immigrazione. Un nodo cruciale da sciogliere per il futuro del nostro paese e del mondo, in un momento in cui gli italiani patiscono più di altri gli effetti della crisi economica e l’incapacità di reagire alle ipocrisie dei potenti. In tale contesto, Il villaggio di cartone di Ermanno Olmi costituisce uno dei pochi tentativi di situarsi all’altezza delle sfide dell’oggi senza la pretesa di fornire risposte pronte, bensì invitando alla riflessione, al dubbio, alla ricerca. Potremmo definirlo un film “faticoso” perché, anche se semplice e lineare, non è avvincente, magico o entusiasmante. È un film lento, che richiede pazienza: una virtù dimenticata, oggi che sembra che tutto debba essere a portata di mano. Ma intendiamoci, non la pazienza necessaria a comprendere un problema complicato; piuttosto, quella necessaria a sintonizzarsi col cuore, e non con la testa, sul percorso spirituale di un regista attivo da più di mezzo secolo. Olmi è un regista che sussurra – dietro la macchina da presa come nella vita. Non è uomo da proclami. Eppure quello che ha da dire lo dice con chiarezza e con passione. Una voce unica nel panorama italiano.
Il villaggio di cartone è un film importante più che bello perché rilancia domande nel momento stesso in cui cerca risposte, pur rimanendo fedele ai temi cari al suo autore: la religiosità dei semplici e dei puri di cuore; il mondo dei lavoratori, degli emarginati. Degli ultimi. (L. P.)
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