22.05.2007
Titolo: PERSEPOLIS (speciale Giffoni)
Autore: Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud
Uscita: 22 maggio 2007
Non è ancora uscito in Italia che già partono le polemiche: la decisione di ritirare i giurati iraniani dal Giffoni Film Festival dopo la proiezione in anteprima di Persepolis è grave e significativa. Per il direttore del Farabi Film Foundation, la pellicola tratta dal fumetto autobiografico di Marjane Satrapi «riflette una versione negativa e personale della società iraniana». Resta il racconto, poetico e straziante, di una bambina che cresce tra i mutamenti della storia lottando per mantenere la propria dignità.
Recensione:
Marjane ha solo 8 anni quando il vecchio Scià viene spodestato dalla rivoluzione. È cresciuta in una famiglia colta e borghese, ama allo stesso modo Allah e Marx e sogna di fare la profetessa. Ma la religione è un forte elemento di unione per il Paese, e alle elezioni vincono i partiti islamici. A donne e bambine è imposto il velo, vengono proibiti alcolici, musica rock e altri simboli della “decadenza occidentale”, mentre ogni posizione di potere viene controllata dal partito e gli oppositori giustiziati. L’attacco dell’Iraq rende la situazione drammatica. Marjane perde amici e parenti, a scuola ironizza sulla propaganda religiosa e si procura musica punk al mercato nero. Ormai non può più restare in Iran: a 14 anni parte per Vienna, dove resta vittima degli stereotipi e di una difficile adolescenza. E quando decide di ritornare a casa, si ritrova straniera in casa propria. Dopo gli studi alla scuola d’arte e un matrimonio fallito, decide di tornare in Europa, per sempre. Se il fumetto - pubblicato in Italia da Lizard - racconta gli eventi in modo più approfondito, il film ne dà una riduzione esemplare e visionaria: i disegni in bianco e nero creano l’atmosfera tra sogno e incubo, tra favola orientale ed espressionismo tedesco, già presente nel fumetto, dando quel qualcosa in più che affascina anche chi l’aveva conosciuto in versione cartacea, mentre i toni di denuncia sono addirittura più duri, rendendo l’opera adatta ad un pubblico adolescente. Il racconto della Storia recente dell’Iran per mano di chi l’ha subita potrà anche essere “personale”, ma la Storia è fatta da chi la vive. E quello che emerge in Persepolis è un grande amore per un Paese che, schiacciato dalla guerra e dall’ignoranza, non esiste più.
Marjane ha solo 8 anni quando il vecchio Scià viene spodestato dalla rivoluzione. È cresciuta in una famiglia colta e borghese, ama allo stesso modo Allah e Marx e sogna di fare la profetessa. Ma la religione è un forte elemento di unione per il Paese, e alle elezioni vincono i partiti islamici. A donne e bambine è imposto il velo, vengono proibiti alcolici, musica rock e altri simboli della “decadenza occidentale”, mentre ogni posizione di potere viene controllata dal partito e gli oppositori giustiziati. L’attacco dell’Iraq rende la situazione drammatica. Marjane perde amici e parenti, a scuola ironizza sulla propaganda religiosa e si procura musica punk al mercato nero. Ormai non può più restare in Iran: a 14 anni parte per Vienna, dove resta vittima degli stereotipi e di una difficile adolescenza. E quando decide di ritornare a casa, si ritrova straniera in casa propria. Dopo gli studi alla scuola d’arte e un matrimonio fallito, decide di tornare in Europa, per sempre. Se il fumetto - pubblicato in Italia da Lizard - racconta gli eventi in modo più approfondito, il film ne dà una riduzione esemplare e visionaria: i disegni in bianco e nero creano l’atmosfera tra sogno e incubo, tra favola orientale ed espressionismo tedesco, già presente nel fumetto, dando quel qualcosa in più che affascina anche chi l’aveva conosciuto in versione cartacea, mentre i toni di denuncia sono addirittura più duri, rendendo l’opera adatta ad un pubblico adolescente. Il racconto della Storia recente dell’Iran per mano di chi l’ha subita potrà anche essere “personale”, ma la Storia è fatta da chi la vive. E quello che emerge in Persepolis è un grande amore per un Paese che, schiacciato dalla guerra e dall’ignoranza, non esiste più.
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