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21.12.2011

video

Titolo: Lo schiaccianoci 3D
Autore: Andrei Konchalovsky
Uscita: 2 dicembre 2011
Nuova versione cinematografica della favola di Hoffmann “Lo schiaccianoci e il re dei topi”.
Recensione:
Vienna, anni Venti, vigilia di Natale. La piccola Mary, nove anni e una grande sete d’avventura, viene lasciata a casa dai genitori col fratellino e lo zio Albert, che le regala uno schiaccianoci di legno, N. C. Non appena scende la notte, N.C. le spalanca le porte di un mondo da sogno, rivelando di essere in realtà un principe tramutato in schiaccianoci dal sortilegio della madre del Re dei Ratti, la quale sta preparando un piano per bruciare tutti i giocattoli in circolazione e creare un mondo a misura di ratto.
Non è insulso o brutto, Lo schiaccianoci 3D, ma semplicemente un’opera d’intrattenimento diretta a un pubblico non troppo esigente. I tratti sono quelli – eterni – della favola, del principe trasformato in ranocchio, del brutto anatroccolo, del protagonista che sogna di evadere da una realtà che gli va stretta. E fin qui lo si può seguire senza problemi. È più difficile seguire Konchalovsky, invece, laddove sceglie di infarcire l’ambientazione con inutili riferimenti che tra lo spettatore ideale di questo film non è in grado di cogliere (lo spettro di Freud che aleggia per la città, lo zio che è una fotocopia di Albert Einstein e ciancia di relatività, i ratti vestiti come le SS tedesche – non potevano essere topi brutti e sporchi, e basta? – , i forni dove si bruciano i giocattoli come i forni crematori). Se si prescinde da questo e ci si limita a godersi le immagini (quelle sì, davvero molto belle) e le musiche di Cajkovskij, si riesce ad arrivare in fondo senza farsi venire l’orticaria. (L. P.)

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