20.07.2007
Titolo: KEITH (speciale Giffoni)
Autore: Todd Kessler
Uscita: 2008
Si può realizzare un film per teenager che non scada nella banalità? E allo stesso modo, è possibile parlare ai giovani di temi importanti come la vita, la morte e l’amicizia, in toni non moralistici?
Todd Kessler, già noto autore di serie TV per ragazzi, ci ha provato, con un “film indipendente per teenager” presentato in anteprima mondiale a Giffoni nella sezione Y Gen.
Recensione:
Partendo dal racconto omonimo di Ron Carlson, si narra la storia di Nathalie, classica ragazza bella e intelligente, e del suo incontro-scontro con Keith, un Jesse McCartney dai capelli scuri che ricorda il Leonardo Di Caprio degli inizi. Lei è la più popolare della scuola, lui è un emarginato; ma a sorpresa dalla sopportazione reciproca si passa all’amicizia non ammessa, fino all’amore senza un perché. La vita di Nathalie viene stravolta: i suoi voti crollano, gli amici prendono le distanze, i genitori sembrano non capirla più. Fino a quando non si scopre la terribile verità: Keith è malato terminale di tumore. Nathalie deve scegliere: una vita da regina della scuola o un’esistenza accanto a chi ha bisogno di aiuto, pur sapendo che presto se ne andrà. Molto gradito dalla giuria, il film può suscitare dei dubbi in chi abbia superato l’età dei protagonisti: attori troppo belli, situazioni già viste e riviste, realizzazione così accurata da far pensare all’ennesima furbata commerciale. Colpisce scoprire che si tratta di un low-budget con l’ambizione, tutto sommato realizzata, di parlare ai ragazzi di temi drammatici usando il linguaggio dei loro film preferiti. L’ambientazione scolastica favorisce l’immedesimazione degli spettatori, che possono chiedersi se sarebbero disposti a cambiare la propria vita per stare vicino a un amico che soffre. E per restare nel tema del Festival, si offrono spunti per riflettere sui rischi di giudicare e “confinare” l’altro in schemi rigidi, dimenticando che ogni persona è una realtà complessa da conoscere e rispettare.
Partendo dal racconto omonimo di Ron Carlson, si narra la storia di Nathalie, classica ragazza bella e intelligente, e del suo incontro-scontro con Keith, un Jesse McCartney dai capelli scuri che ricorda il Leonardo Di Caprio degli inizi. Lei è la più popolare della scuola, lui è un emarginato; ma a sorpresa dalla sopportazione reciproca si passa all’amicizia non ammessa, fino all’amore senza un perché. La vita di Nathalie viene stravolta: i suoi voti crollano, gli amici prendono le distanze, i genitori sembrano non capirla più. Fino a quando non si scopre la terribile verità: Keith è malato terminale di tumore. Nathalie deve scegliere: una vita da regina della scuola o un’esistenza accanto a chi ha bisogno di aiuto, pur sapendo che presto se ne andrà. Molto gradito dalla giuria, il film può suscitare dei dubbi in chi abbia superato l’età dei protagonisti: attori troppo belli, situazioni già viste e riviste, realizzazione così accurata da far pensare all’ennesima furbata commerciale. Colpisce scoprire che si tratta di un low-budget con l’ambizione, tutto sommato realizzata, di parlare ai ragazzi di temi drammatici usando il linguaggio dei loro film preferiti. L’ambientazione scolastica favorisce l’immedesimazione degli spettatori, che possono chiedersi se sarebbero disposti a cambiare la propria vita per stare vicino a un amico che soffre. E per restare nel tema del Festival, si offrono spunti per riflettere sui rischi di giudicare e “confinare” l’altro in schemi rigidi, dimenticando che ogni persona è una realtà complessa da conoscere e rispettare.
giudizio





