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19.07.2011

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Titolo: Wunderkinder (Speciale Giffoni 2011)
Autore: Marcus O. Rosenmüller
Uscita: 2011
La tragedia della Shoah vista con gli occhi di tre bambini amanti della musica.
Recensione:
Ucraina, inizio 1941: la guerra che devasta l'Europa sembra lontana e la vita trascorre tranquilla per la famiglia Reich, trasferitasi lì per lavoro da Berlino. A un concerto la piccola Hanna resta incantata da Larissa e Abrascha, due ragazzini prodigio che grazie alla loro bravura al pianoforte e al violino sognano di girare il mondo con la musica. Dopo un'iniziale diffidenza i tre diventano amici inseparabili e passano le giornate sul fiume a suonare insieme. Ma quando Hitler decide di attaccare l'Unione sovietica, improvvisamente Hanna e la sua famiglia diventano dei nemici: le famiglie di Larissa e Abrascha riescono a nasconderli al sicuro, fino a che l'arrivo delle truppe naziste non rende l'Ucraina territorio occupato. I gerarchi delle SS non tardano ad applicare la pulizia etnica contro gli ebrei: le prime vittime sono i nonni di Larissa e Abrascha, ma ben presto entrambe le famiglie sono costrette a nascondersi, con la complicità di Hanna e dei suoi genitori. La cattura è però inevitabile, e se i genitori vengono inviati subito ai campi, ai ragazzini viene data la possibilità di sopravvivere "per motivi culturali" se riusciranno a suonare senza il minimo errore un concerto per i gerarchi nazisti... 

Di film sul genocidio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale ce ne sono a centinaia, al punto che da solo l'autore del soggetto Art Bernd, sopravvissuto all'Olocausto, è al 22° lavoro sul tema. In concorso per Generator +13 e in anteprima europea a Giffoni, Wunderkinder utilizza il punto di vista, già usato, dei bambini vittime della follia degli adulti, ma si tratta di bambini speciali, che sfidano la pretesa di supremazia dei tedeschi nel loro stesso campo, quello della musica. Bambini che vedranno svanire i loro sogni e distruggere i propri affetti a causa di un odio tanto insensato quanto metodico. Il film, che vuole ricordare il milione e mezzo di bambini morti nei campi di concentramento nazisti, evita la retorica sempre in agguato e costruisce un crescere di tensione che fa percepire realmente l'ansia dei due ragazzini che suonano per la loro vita. Un risultato ottenuto anche grazie alla presenza di un vero bambino prodigio, il quindicenne Elin Kolev, nel ruolo di Abrascha. E a differenza di tanti altri film visti a Giffoni, potrebbe un giorno uscire al cinema anche da noi, come già accaduto a Vento di primavera. (E. D.)

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