Banda PM logo
19.07.2009
Titolo: Skin (Speciale Giffoni 2009)
Autore: Anthony Fabian
Uscita: 2008
Tra i primi film presentati nella sezione Generator +16, l’anglo-sudafricano Skin ha già raccolto molti consensi, con una storia vera che ripercorre 30 anni di apartheid in Sudafrica, dagli anni ’70 fino all’abolizione delle leggi che imponevano la segregazione tra Afrikaaner (i coloni di origine europea) e abitanti locali. Prima del 1994, il caso di Sandra Laing, ragazza “di colore” per una combinazione genetica anche se nata da genitori bianchi e costretta per questo a umiliazioni fisiche e psicologiche di ogni tipo, aveva già mostrato l’assurdità della segregazione in base al colore della pelle.
Recensione:
Sandra Laing diventò una celebrità in Sudafrica suo malgrado, a partire da quando il padre andò in tribunale per farla classificare “bianca” come loro nonostante i tratti africani. Essere bianchi significava poter studiare in scuole prestigiose, entrare nei locali riservati, ma anche solo poter prendere posto in una sala d’attesa. Quando i genitori cercarono di farla sposare con degli Afrikaaner, Sandra, alla ricerca della propria identità e stanca delle continue umiliazioni, si innamorò di un contadino nero, dal quale ebbe due figli. La famiglia ruppe ogni contatto e Sandra arrivò a farsi riclassificare come “nera” per poter stare con il suo ragazzo. Ma il villaggio dove abitavano venne raso al suolo dagli Afrikaaner; il fidanzato iniziò a bere e diventò violento, e Sandra fu costretta a fuggire di nuovo portando via i bambini. I suoi tentativi di ricongiungersi con la famiglia caddero nel vuoto fino alla fine della segregazione…
Prima del film i giurati erano stati avvertiti: “Molte cose non vi sembreranno vere, ma è andata così”. Nonostante l’apartheid sia stato abolito soltanto nel 1994, si tratta di un momento storico ancora poco conosciuto e spesso trattato solo dal punto di vista politico. Il regista Anthony Fabian, alla prima prova con un lungometraggio, ha deciso di raccontare la storia di Sandra Laing proprio per mostrare la discriminazione dal punto di vista di una persona normale, una ragazza con l’unica colpa di essere nata troppo “scura” per gli Afrikaaner, costretta dai genitori ad essere “bianca” ad ogni costo e ripudiata per aver osato innamorarsi di un africano.
Un film che ha già ricevuto riconoscimenti in numerosi festival e uscirà prossimamente in Sudafrica e in molti Paesi europei. Nonostante la qualità della pellicola e la presenza di attori famosi come Sam Neill (Jurassic Park, L’uomo bicentenario), il film non ha invece ancora trovato un distributore in Italia; come ha detto il regista presente in sala, a quanto pare l’Italia è “troppo razzista” per un film del genere e la proiezione non sarebbe conveniente. La speranza è che il festival possa essere un’occasione di visibilità e che qualche distributore “coraggioso” si faccia avanti.

giudizio