18.08.2010
video
Titolo: L’apprendista stregone
Autore: Jon Turteltaub
Uscita: 18 agosto 2010
Vista in anteprima europea a Giffoni la nuova commedia avventurosa “L’apprendista stregone”.
Recensione:
L’antica lotta tra gli stregoni Balthazar Blake e Maxim Horvath giunge sino ai nostri giorni, a Manhattan, coinvolgendo Dave, l’apprendista stregone del titolo, che sogna una vita normale e una zuccherosa vita sentimentale. Dovrà prima darsi da fare per aiutare il suo mentore a sconfiggere Balthazar e a liberare una strega dall’incantesimo che l’ha resa prigioniera.
Diceva Sergio Leone, sbagliandosi di brutto, che Clint Eastwood era un attore con due sole espressioni: una con il cappello e una senza il cappello. Riprendendo questa frase, potremmo dire che ultimamente Nicolas Cage ha solo due espressioni: una con il parrucchino e una senza parrucchino. L’apprendista stregone non riserva grandi sorprese rispetto ai precedenti lavori di Jon Turteltaub: una trama scarna, attori che sembrano una scolaresca in visita a un luna park, duelli che si trascinano più per inerzia che per esigenze narrative. Se non si hanno troppe pretese non ci si annoia. Di buono c’è che dura meno del precedente Il mistero delle pagine perdute, e che la citazione dall’omonimo episodio presente in Fantasia (con Topolino nei panni dell’apprendista pasticcione) risulta simpatica e non gratuita.
L’antica lotta tra gli stregoni Balthazar Blake e Maxim Horvath giunge sino ai nostri giorni, a Manhattan, coinvolgendo Dave, l’apprendista stregone del titolo, che sogna una vita normale e una zuccherosa vita sentimentale. Dovrà prima darsi da fare per aiutare il suo mentore a sconfiggere Balthazar e a liberare una strega dall’incantesimo che l’ha resa prigioniera.
Diceva Sergio Leone, sbagliandosi di brutto, che Clint Eastwood era un attore con due sole espressioni: una con il cappello e una senza il cappello. Riprendendo questa frase, potremmo dire che ultimamente Nicolas Cage ha solo due espressioni: una con il parrucchino e una senza parrucchino. L’apprendista stregone non riserva grandi sorprese rispetto ai precedenti lavori di Jon Turteltaub: una trama scarna, attori che sembrano una scolaresca in visita a un luna park, duelli che si trascinano più per inerzia che per esigenze narrative. Se non si hanno troppe pretese non ci si annoia. Di buono c’è che dura meno del precedente Il mistero delle pagine perdute, e che la citazione dall’omonimo episodio presente in Fantasia (con Topolino nei panni dell’apprendista pasticcione) risulta simpatica e non gratuita.
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