13.06.2011
video
Titolo: L'illusionista
Autore: Sylvain Chomet
Uscita: 24 maggio 2011 (in DVD)
Il nuovo capolavoro di Sylvain Chomet, storia di un illusionista squattrinato ma intraprendente.
Recensione:
Siamo alla fine degli anni '50. Tatischeff, un vecchio illusionista degli spettacoli di varietà parigini, improvvisamente senza lavoro va in Inghilterra e poi in Scozia alla ricerca di nuovo pubblico da meravigliare con le sue magie. Riscuote scarso successo, tranne che in un villaggio scozzese dove i pochi abitanti lo accolgono ubriachi ma festosi. Nella taverna dove soggiorna c'è la giovane Alice. Parlano entrambi poco, lui in francese, lei in inglese, ma pur capendosi a fatica viaggeranno insieme per trovare lavoro e sostenersi a vicenda.
Un film quasi del tutto muto, e quando si parla non ci si capisce o non è importante. I film di Sylvain Chomet sono così (finora in Italia abbiamo visto solo Appuntamento a Belleville), e questa è una grande responsabilità per un regista. Chomet è disegnatore, regista, animatore e anche autore della colonna sonora. Tutto il carico emotivo del film è sulle sue spalle. Fa affidamento anche su una solida e poetica sceneggiatura, un progetto mai realizzato dello scomparso attore e regista francese Jacques Tati (omaggiato varie volte: il nome del personaggio, Tatischeff, è il vero nome di Tati, e nel film si mostra un cinema dove proiettano Mio zio, opera di Tati del 1958). Le scenografie del film sono varie e magnifiche, e l'animazione ci regala dei personaggi immediatamente riconoscibili e simpatici. Tema ricorrente del film sono i viaggi in treno, occasione per ammirare splendidi panorami disegnati e per ascoltare l'incantevole e malinconica colonna sonora. (F. F.)
Siamo alla fine degli anni '50. Tatischeff, un vecchio illusionista degli spettacoli di varietà parigini, improvvisamente senza lavoro va in Inghilterra e poi in Scozia alla ricerca di nuovo pubblico da meravigliare con le sue magie. Riscuote scarso successo, tranne che in un villaggio scozzese dove i pochi abitanti lo accolgono ubriachi ma festosi. Nella taverna dove soggiorna c'è la giovane Alice. Parlano entrambi poco, lui in francese, lei in inglese, ma pur capendosi a fatica viaggeranno insieme per trovare lavoro e sostenersi a vicenda.
Un film quasi del tutto muto, e quando si parla non ci si capisce o non è importante. I film di Sylvain Chomet sono così (finora in Italia abbiamo visto solo Appuntamento a Belleville), e questa è una grande responsabilità per un regista. Chomet è disegnatore, regista, animatore e anche autore della colonna sonora. Tutto il carico emotivo del film è sulle sue spalle. Fa affidamento anche su una solida e poetica sceneggiatura, un progetto mai realizzato dello scomparso attore e regista francese Jacques Tati (omaggiato varie volte: il nome del personaggio, Tatischeff, è il vero nome di Tati, e nel film si mostra un cinema dove proiettano Mio zio, opera di Tati del 1958). Le scenografie del film sono varie e magnifiche, e l'animazione ci regala dei personaggi immediatamente riconoscibili e simpatici. Tema ricorrente del film sono i viaggi in treno, occasione per ammirare splendidi panorami disegnati e per ascoltare l'incantevole e malinconica colonna sonora. (F. F.)
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