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Dall'interno di un macchinario futuristico il capitano Colten Stevens rivive gli ultimi otto minuti di vita di una vittima di un incidente ferroviario, cercando indizi sull'attacco terroristico che l'ha causato. Non conosce però il motivo per cui è stato chiuso all'interno del macchinario, il "Source code" (codice sorgente), e i suoi superiori non sembrano disposti a spiegargli cosa sta realmente succedendo.
Duncan Jones al suo secondo film (dopo il sorprendente Moon) esplora ancora il genere della fantascienza a modo suo, puntando non su effetti speciali e spettacolarità, ma sull'impatto delle nuove tecnologie sull'uomo.
Per tutta la durata del film i superiori del capitano Stevens, interpretati da Jeffrey Wright e dalla bravissima Vera Farmiga, svelano poco alla volta piccoli dettagli della missione. I dettagli ci rivelano che la missione è una finzione, ma più il mosaico prende forma più il capitano Stevens si sente coinvolto, e i passeggeri del treno di quella realtà ricostruita di otto minuti diventano per lui persone ancora vive, persone che non sono condannate a essere le vittime innocenti di una strage terroristica. Nel film ricorre la domanda "cosa faresti se sapessi che ti rimangono pochi minuti da vivere?". La vera missione di Colter Stevens, alla fine dei giochi, consiste nel rispondere a questa domanda. Per noi spettatori invece rimarrà il dubbio su quale delle due realtà stia realmente accadendo, quella dove il treno esplode o quella dove niente di tutto questo è mai successo. (F. F.)
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