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12.07.2007
Titolo: PUNCHING AT THE SUN (speciale Giffoni)
Autore: Tanuj Chopra
Uscita: 2006
Un film che indaga il confine per eccellenza, quello tra la vita e la morte, forse il più affascinante e allo stesso tempo il più temuto. Una frontiera che rappresenta anche il difficile momento di passaggio che un adolescente si ritrova a dover affrontare.
Recensione:
A un mese dalla morte violenta del fratello maggiore, Sanjay Mameet, immigrato adolescente di Elmhurst (Queens, New York), si sente solo, triste, confuso ma soprattutto arrabbiato. Il quartiere ha perso il suo miglior giocatore di basket, la famiglia il proprio primogenito e Mameet si ritrova senza un fratello, una guida, un amico. E lo sconforto lo trascina in un vortice che a tratti diventa persino autodistruttivo. Mameet si chiude in se stesso, si caccia nei guai, si scontra con la madre e la sorella, non si ritrova più neppure con gli amici. Solo Shawni, una sua coetanea, non si lascia scoraggiare dalla sua scontrosità e dal suo pessimismo e riesce talvolta a farlo sorridere. Alla fine però è il protagonista che trova lo stimolo e il coraggio di affrontare la perdita del fratello, canalizzando tutto il suo rancore e la sua rabbia in una nuova energia per affrontare la vita. Un film americano, ambientato in una delle location più classiche, un quartiere difficile della città di New York, ma profondamente introspettivo, dove predominano i sentimenti e le riflessioni del protagonista, con un ritmo che talvolta rallenta rivelando un’influenza tipicamente orientale, e a volte invece accelera e si uniforma perfettamente al contesto. Il regista propone una storia che “sa di vero”, che è un sunto delle sue reali esperienze e collaborazioni con i giovani del Queens: un film indipendente, dalla realizzazione sofferta, non certo facile da proporre con le sue nette prospettive sul tema della discriminazione, che ricorre e si intreccia alla vicenda principale. E molto, molto apprezzato in sala: i giovani spettatori dimostrano come i temi importanti e controversi come la morte non li spaventino ma anzi suscitino in loro interesse e voglia di dibattere e confrontarsi.

giudizio