11.11.2010
video
Titolo: Cattivissimo me
Autore: Pierre Coffin, Chris Renaud, Sergio Pablos
Uscita: 15 ottobre 2010
Con "Cattivissimo me" è arrivato sugli schermi il cattivo più simpatico dell’anno.
Recensione:
Il signor Gru è un ladro di professione oppresso dalla vecchia madre e dalla concorrenza spietata. Con l’obiettivo d’imprimere una svolta alla sua carriera, Gru tenta il colpo del secolo: il furto della Luna. Per portarlo a termine si serve di tre orfanelle a cui comincia ad affezionarsi e...
I disegnatori di Cattivissimo me hanno fatto leva sul contrasto tra l’aspetto esteriore di Gru, disgustoso ma soprattutto buffo, e la dolcezza delle bambine che “adotta” e che lo porteranno a cambiare: l’effetto comico è garantito sin da qui. Lo spettatore prova una naturale simpatia per il protagonista, perché intuisce che il suo astio verso chi lo circonda è frutto almeno in parte di delusioni cocenti e frustrazioni passate: la bravura degli sceneggiatori sta nel bilanciarle con l’innegabile propensione del personaggio a godere nello scherzo feroce, un piacere che pare quasi far parte del suo essere.
Il signor Gru è un ladro di professione oppresso dalla vecchia madre e dalla concorrenza spietata. Con l’obiettivo d’imprimere una svolta alla sua carriera, Gru tenta il colpo del secolo: il furto della Luna. Per portarlo a termine si serve di tre orfanelle a cui comincia ad affezionarsi e...
I disegnatori di Cattivissimo me hanno fatto leva sul contrasto tra l’aspetto esteriore di Gru, disgustoso ma soprattutto buffo, e la dolcezza delle bambine che “adotta” e che lo porteranno a cambiare: l’effetto comico è garantito sin da qui. Lo spettatore prova una naturale simpatia per il protagonista, perché intuisce che il suo astio verso chi lo circonda è frutto almeno in parte di delusioni cocenti e frustrazioni passate: la bravura degli sceneggiatori sta nel bilanciarle con l’innegabile propensione del personaggio a godere nello scherzo feroce, un piacere che pare quasi far parte del suo essere.
In questo modo si esce dalla sala con una domanda: siamo quel che siamo perché abbiamo incontrato determinate persone, o perché siamo gli artefici di noi stessi? Ma soprattutto si esce consapevoli che si è sempre in tempo per cambiare. Meno male che ogni tanto un film ritrae la figura del “cattivo” facendo riflettere, senza moralismo e facili rappresentazioni di comodo. E soprattutto facendo ridere. (L. P.)
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