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07.03.2007
Titolo: CENERENTOLA E GLI 007 NANI
Autore: Paul Bolger - Yvette Kaplan
Uscita: 07 marzo 2007
Nel regno delle fiabe un saggio mago garantisce l’equilibrio tra il Bene e il Male. Quando però si prende una vacanza, lasciando ai due assistenti il compito di prendere il suo posto, le cose si mettono male: la matrigna cattiva di Cenerentola (o Ella, abbreviazione di Cinderella) si impossessa della bilancia che determina il destino delle fiabe con l’intento di stravolgere i lieto fine. Sarà compito di Ella battersi per trovare il suo principe, anche se non sarà il principe a cui siamo abituati.
Recensione:
Da un po’ di tempo a questa parte, ve ne sarete accorti sicuramente, molti cartoon hanno preso l’abitudine di riprendere i soggetti delle fiabe classiche per prenderle affettuosamente in giro, per giocare con i caratteri degli eroi e delle eroine, per ribaltare l’idea antica che nei mondi fantastici i cattivi siano per forza antipatici e i buoni siano come Mary Poppins, perfetti sotto tutti i punti di vista. Non a caso, infatti, Cenerentola e gli 007 nani è stato paragonato a Shrek. Ora, se è vero che il primo non sarebbe stato possibile senza il lavoro da battistrada svolto dal simpatico orco verde, è anche vero, però, che non è detto che per questo motivo il secondo sia il tentativo di fare un film uguale, o una copia basata sulla stessa ricetta. In Cenerentola e gli 007 nani, infatti, qualche idea originale e autonoma sulla strategia con cui ci viene raccontata la storia è presente. Per esempio, invece di prendere dei personaggi e di trascinarli di peso in un universo fantastico burlone e irriverente (come i film di Shrek facevano con Pinocchio, il Gatto con gli stivali e molti altri), Bolger e Kaplan hanno scelto di ispirarsi a dei personaggi e a delle storie per usarle a loro piacimento: così i due assistenti pasticcioni ricordano Timon e Pumba de Il re leone, l’innamorato di turno non è il principe ma uno sguattero (come ne La spada nella roccia, ricordate Semola che lava i piatti?). Un altro esempio: qui i cattivi (a parte un’eccezione) rimangono cattivi, non c’è un orco più simpatico e buono del principe, semmai un novello Aladino più bello e intelligente del sovrano. In definitiva, c’è sì la voglia di burlarsi delle favole, ma non concentrandosi su questo o quel personaggio o sulle citazioni, quanto piuttosto su figure con tratti a noi familiari perché presi in prestito da cartoni del passato e gettati in una specie di frullatore che dà vita a situazioni inedite. E anche se non regge il confronto con alcuni bellissimi anime degli ultimi anni, è pur sempre un tentativo di cercare nuovi modi per affrontare grandi e piccini che non riescono a fare a meno del cinema d’animazione.

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