06.03.2011
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Titolo: Il discorso del re
Autore: Tom Hooper
Uscita: 28 gennaio 2011
È il momento de "Il discorso del re", sull’onda del successo alla notte degli Oscar.
Recensione:
Inghilterra, albori della seconda guerra mondiale: Bertie, secondogenito di re Giorgio V e duca di York, è affetto da una forma di balbuzie che lo fa sentire inadeguato al ruolo di guida che le circostanze richiedono, in un momento in cui la radio, i mass media e gli umori dell’opinione pubblica incidono profondamente nell’evoluzione degli eventi. Grazie all’aiuto di un logopedista poco ortodosso e all’amorevole vicinanza della moglie, Bertie riuscirà a ritrovare la fiducia in sé stesso e a incarnare la voglia di riscatto di cui i suoi concittadini e l’Europa hanno bisogno.
Il discorso del re, film pluripremiato agli Oscar (film, regia, sceneggiatura originale, attore protagonista Colin Firth) è un esempio efficace di cinema “parlato”, in cui la sceneggiatura si appoggia su dialoghi serrati più che sulle azioni e le immagini d’impatto. Il regista Tom Hooper dirige gli attori con mano sicura, sollecitando la simpatia verso i comprimari (la moglie e il logopedista), dando vita ad un protagonista con cui è facile identificarsi e, in generale, ad un ottimo trio d’attori (Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter e Colin Firth). Un film che – oltre a divertire – mette addosso un pizzico di nostalgia per quegli anni del secolo scorso in cui la dimensione del futuro era presente e operante nel cuore degli uomini e nello spirito delle nazioni. Nonostante gli orrori e le miserie che di lì a poco li avrebbero travolti. (L. P.)
Inghilterra, albori della seconda guerra mondiale: Bertie, secondogenito di re Giorgio V e duca di York, è affetto da una forma di balbuzie che lo fa sentire inadeguato al ruolo di guida che le circostanze richiedono, in un momento in cui la radio, i mass media e gli umori dell’opinione pubblica incidono profondamente nell’evoluzione degli eventi. Grazie all’aiuto di un logopedista poco ortodosso e all’amorevole vicinanza della moglie, Bertie riuscirà a ritrovare la fiducia in sé stesso e a incarnare la voglia di riscatto di cui i suoi concittadini e l’Europa hanno bisogno.
Il discorso del re, film pluripremiato agli Oscar (film, regia, sceneggiatura originale, attore protagonista Colin Firth) è un esempio efficace di cinema “parlato”, in cui la sceneggiatura si appoggia su dialoghi serrati più che sulle azioni e le immagini d’impatto. Il regista Tom Hooper dirige gli attori con mano sicura, sollecitando la simpatia verso i comprimari (la moglie e il logopedista), dando vita ad un protagonista con cui è facile identificarsi e, in generale, ad un ottimo trio d’attori (Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter e Colin Firth). Un film che – oltre a divertire – mette addosso un pizzico di nostalgia per quegli anni del secolo scorso in cui la dimensione del futuro era presente e operante nel cuore degli uomini e nello spirito delle nazioni. Nonostante gli orrori e le miserie che di lì a poco li avrebbero travolti. (L. P.)
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