03.12.2009
Titolo: Planet 51
Autore: Jorge Blanco, Javier Abad, Marcos Martinez
Uscita: 20 novembre 2009
Una navicella spaziale statunitense atterra su un pianeta popolato di extraterrestri verdi. Le autorità locali mobilitano l’esercito per annientare l’astronauta e sventare la “minaccia”, mentre un giovane stringe amicizia col nuovo venuto e fa di tutto per proteggerlo.
Recensione:
Semplificando molto, può dire che uno dei modi per “leggere” i cartoni animati contemporanei sia dividerli in due filoni: quelli che si presentano come reti di trame incrociate, citazioni, strizzate d’occhio al pubblico cinefilo, meccanismi intricati di racconto; all’opposto, quelli che scelgono la linearità, la semplicità e i riferimenti chiari e immediati ( più “classici” ). Planet 51 appartiene a questo secondo filone: conserva, è vero, il “vizio” della citazione, ma esso è sempre dichiarato apertamente e riconoscibile (vedi la celebre immagine di E.T., con la bicicletta che vola nel cielo stellato ). Il film è costruito su un messaggio chiaro e netto: guardiamoci dal criminalizzare chi ci sembra distante da noi. Questi alieni verdi infatti ci somigliano molto, hanno le nostre stesse paure, compresa quella verso l’ignoto, e la stessa tendenza ad escluderlo solo perché il diverso fa paura. Gli sceneggiatori scegliendo un protagonista giovane come colui che costringerà la comunità a confrontarsi con i propri pregiudizi, affida una chiave di lettura importante e mai abbastanza sottolineata: sono spesso i più piccoli o i più giovani a custodire alcune verità (un grande come Platone lo sapeva bene ). È dal loro entusiasmo e dalla loro curiosità che possono nascere delle sorprese.
Semplificando molto, può dire che uno dei modi per “leggere” i cartoni animati contemporanei sia dividerli in due filoni: quelli che si presentano come reti di trame incrociate, citazioni, strizzate d’occhio al pubblico cinefilo, meccanismi intricati di racconto; all’opposto, quelli che scelgono la linearità, la semplicità e i riferimenti chiari e immediati ( più “classici” ). Planet 51 appartiene a questo secondo filone: conserva, è vero, il “vizio” della citazione, ma esso è sempre dichiarato apertamente e riconoscibile (vedi la celebre immagine di E.T., con la bicicletta che vola nel cielo stellato ). Il film è costruito su un messaggio chiaro e netto: guardiamoci dal criminalizzare chi ci sembra distante da noi. Questi alieni verdi infatti ci somigliano molto, hanno le nostre stesse paure, compresa quella verso l’ignoto, e la stessa tendenza ad escluderlo solo perché il diverso fa paura. Gli sceneggiatori scegliendo un protagonista giovane come colui che costringerà la comunità a confrontarsi con i propri pregiudizi, affida una chiave di lettura importante e mai abbastanza sottolineata: sono spesso i più piccoli o i più giovani a custodire alcune verità (un grande come Platone lo sapeva bene ). È dal loro entusiasmo e dalla loro curiosità che possono nascere delle sorprese.
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