03.04.2008
Titolo: MOSTRI CONTRO ALIENI
Autore: Rob Letterman, Conrad Vernon
Uscita: 03 aprile 2008
Il giorno del suo matrimonio, una ragazza è colpita da una meteorite: divenuta gigante, l’esercito la rinchiude in un luogo segreto assieme ad altri “mostri”, ognuno dotato di poteri speciali. Non appena degli extraterrestri mettono in pericolo la sopravvivenza della vita sulla Terra, l’allegra brigata viene mobilitata affinché scongiuri la minaccia.
Recensione:
Non c’è nulla di particolarmente sorprendente nell’ultima produzione dei creatori di Shrek e Madagascar: mostri, alieni, umani in pericolo, la ragazza dal cuore tenero alle prese con un inetto e tante strizzatine d’occhio ai film del passato. Però il materiale è ben orchestrato, e in più di un’occasione i vari “siparietti” con cui i protagonisti mettono in campo i loro tratti sono divertenti. Ma soprattutto, i personaggi sono azzeccati. Non solo i “mostri”, cinque creature frutto di storie e caratteri diversi, ma anche i personaggi di contorno: il presidente USA tontolone, egocentrico e pasticcione è un cliché che funziona sempre. Il giornalista televisivo ambizioso ed egoista, che alla fine viene punito per la sua arroganza e perde l’unica persona che gli abbia mai voluto bene, ha antenati molto numerosi. Lo scenario è apprezzabile perché riflette uno dei tanti modi a disposizione degli artisti statunitensi per prendersi in giro e portare in scena, in modo comico, dei lati oscuri del proprio Paese come la superficialità dei rapporti umani, un approccio alla vita godereccio e spesso frivolo, l’aggressività fanfarona della TV. Se a tutto questo si aggiungono un po’ di azione, un pizzico di sentimenti ma non troppo e la strategia di squadra di un’equipe davvero bizzarra, il gioco è fatto.
Non c’è nulla di particolarmente sorprendente nell’ultima produzione dei creatori di Shrek e Madagascar: mostri, alieni, umani in pericolo, la ragazza dal cuore tenero alle prese con un inetto e tante strizzatine d’occhio ai film del passato. Però il materiale è ben orchestrato, e in più di un’occasione i vari “siparietti” con cui i protagonisti mettono in campo i loro tratti sono divertenti. Ma soprattutto, i personaggi sono azzeccati. Non solo i “mostri”, cinque creature frutto di storie e caratteri diversi, ma anche i personaggi di contorno: il presidente USA tontolone, egocentrico e pasticcione è un cliché che funziona sempre. Il giornalista televisivo ambizioso ed egoista, che alla fine viene punito per la sua arroganza e perde l’unica persona che gli abbia mai voluto bene, ha antenati molto numerosi. Lo scenario è apprezzabile perché riflette uno dei tanti modi a disposizione degli artisti statunitensi per prendersi in giro e portare in scena, in modo comico, dei lati oscuri del proprio Paese come la superficialità dei rapporti umani, un approccio alla vita godereccio e spesso frivolo, l’aggressività fanfarona della TV. Se a tutto questo si aggiungono un po’ di azione, un pizzico di sentimenti ma non troppo e la strategia di squadra di un’equipe davvero bizzarra, il gioco è fatto.
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