02.05.2011
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Titolo: Arthur 3 – La guerra dei due mondi (Speciale FFF 2011)
Autore: Luc Besson
Uscita: uscita prevista in Italia: Natale 2011
È venuto pure Luc Besson, al Future Film Festival. Col suo nuovo Arthur in anteprima.
Recensione:
Il malvagio Maltazard riesce ad uscire dal suo mondo fantastico e approda sulla Terra con l’intenzione di distruggerla. Ma non ha fatto i conti con Arthur e i suoi piccoli amici.
Il primo capitolo della saga era riuscito a divertire – pur senza troppo entusiasmo – perché Besson aveva saputo sfruttare le novità di un universo tutto da scoprire. Il secondo aveva perlopiù annoiato, in quanto riproposizione piuttosto fiacca dello stesso copione del primo, con qualche variazione ma nessun guizzo. Il terzo è gradevole e strappa qualche sorriso (soprattutto grazie al personaggio di Darkos, cattivo dal cuore buono ed inguaribile pasticcione). Eppure il dubbio, a proiezione conclusa – almeno al Future di Bologna – è che quel mattacchione di Luc Besson si sia divertito più del suo pubblico. Nonostante una strizzatina d’occhio al George Lucas di Guerre stellari e a una ricostruzione suggestiva di un’America che non esiste più. (L. P.)
Il malvagio Maltazard riesce ad uscire dal suo mondo fantastico e approda sulla Terra con l’intenzione di distruggerla. Ma non ha fatto i conti con Arthur e i suoi piccoli amici.
Il primo capitolo della saga era riuscito a divertire – pur senza troppo entusiasmo – perché Besson aveva saputo sfruttare le novità di un universo tutto da scoprire. Il secondo aveva perlopiù annoiato, in quanto riproposizione piuttosto fiacca dello stesso copione del primo, con qualche variazione ma nessun guizzo. Il terzo è gradevole e strappa qualche sorriso (soprattutto grazie al personaggio di Darkos, cattivo dal cuore buono ed inguaribile pasticcione). Eppure il dubbio, a proiezione conclusa – almeno al Future di Bologna – è che quel mattacchione di Luc Besson si sia divertito più del suo pubblico. Nonostante una strizzatina d’occhio al George Lucas di Guerre stellari e a una ricostruzione suggestiva di un’America che non esiste più. (L. P.)
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