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02.02.2007
Titolo: UNA NOTTE AL MUSEO
Autore: Shawn Levy
Uscita: 02 febbraio 2007
Prendete un padre divorziato (Ben Stiller), in crisi esistenziale e professionale, che deve riconquistare la stima del figlio. Aggiungete un lavoro (guardiano notturno al Museo di Storia di New York) trovato all’ultimo minuto utile. Mescolate con tre anziani ex-guardiani prossimi alla pensione (Bill Cobbs, Dick Van Dyke e Mickey Rooney) che accolgono in maniera sospettosamente cordiale il nuovo assunto. Spruzzate un pizzico di peperoncino, nella figura della bella guida del museo (Carla Gugino), che ha scritto una tesi di novecento pagine su una indiana pellerossa. Infine, cospargete il tutto con l’idea (già vista un altro milione di volte…) di un’antica tavola egizia in oro massiccio, che ha il magico potere di ridare vita nottetempo a ogni essere inanimato che si trovi nel museo.
Recensione:
Quello che ne esce è Una notte al museo, già record di incassi negli Stati Uniti e ora anche sui nostri schermi. Una miscela non sgradevole, ma neanche particolarmente gustosa, di mille situazioni e idee già viste. Insomma, una specie di film-cola, che certamente male non fa, ma che non ci dice niente di nuovo. Se dovete essere interrogati in storia, può essere un utile ripasso: vedrete gli uomini di Neanderthal mescolarsi agli Unni di Attila, le legioni romane combattere contro i cow-boys, la statua animata di Cristoforo Colombo e lo scheletro di un T-rex giocherellone, una scimmietta assai dispettosa e il presidente Theodore Roosvelt (Robin Williams) innamorato della bella guida indiana. I momenti divertenti non mancano (a mio parere, soprattutto i dialoghi con il buffissimo “testone” proveniente dall’Isola di Pasqua). Né mancano gli errori (Larry, il guardiano notturno protagonista, prende un sacco di botte in faccia fin dall’inizio, quando viene colpito da un disco da hockey su ghiaccio, ma sul suo viso non si vede mai nessun segno…). Si ridacchia qua e là e si apprezzano gli effetti speciali, senza però entusiasmarsi. Insomma: aspettatelo nel cinema della vostra parrocchia, senza spendere troppi soldi per andare a vederlo in prima visione.

giudizio