01.08.2011
video
Titolo: Harry Potter e i doni della morte – Parte II
Autore: David Yates
Uscita: 13 luglio 2011
Harry Potter ritorna in piena estate per la sua ultima prova. E conquista gli schermi.
Recensione:
Il mondo della magia sembra aver capitolato di fronte a Voldemort, che con i suoi Mangiamorte si appresta a sbaragliare l’esercito di Silente e ad uccidere Harry, il quale torna a Hogwarts e s’inoltra nella Foresta Proibita per affrontare il suo nemico di sempre, e con lui la possibilità della morte. Ed è proprio la morte ad impregnare le cupe atmosfere di quest’ultima impresa.
Harry Potter chiude col botto. Ma in realtà era almeno da Azkaban che il maghetto occhialuto faceva sul serio. I ragazzi sono ormai grandi e per chi ha avuto modo di seguirli dall’inizio (era il 2001!) quest’ultimo capitolo non può non lasciare in bocca il sapore agrodolce della malinconia. Già, perché Harry Potter è stato forse il tormentone cinematografico più considerevole del decennio da poco concluso… anche più de Il Signore degli anelli, in quanto è stato in grado di unire spettatori di età e gusti diversissimi (che magari dell’autrice J. K. Rowling non sapevano nulla). Si arriva ai titoli di coda con la sensazione analoga che ti prende allo stomaco quando volti l’ultima pagina di un bel romanzo, sapendo che per quante volte lo rileggerai non sarà mai come la prima. (L. P.)
Il mondo della magia sembra aver capitolato di fronte a Voldemort, che con i suoi Mangiamorte si appresta a sbaragliare l’esercito di Silente e ad uccidere Harry, il quale torna a Hogwarts e s’inoltra nella Foresta Proibita per affrontare il suo nemico di sempre, e con lui la possibilità della morte. Ed è proprio la morte ad impregnare le cupe atmosfere di quest’ultima impresa.
Harry Potter chiude col botto. Ma in realtà era almeno da Azkaban che il maghetto occhialuto faceva sul serio. I ragazzi sono ormai grandi e per chi ha avuto modo di seguirli dall’inizio (era il 2001!) quest’ultimo capitolo non può non lasciare in bocca il sapore agrodolce della malinconia. Già, perché Harry Potter è stato forse il tormentone cinematografico più considerevole del decennio da poco concluso… anche più de Il Signore degli anelli, in quanto è stato in grado di unire spettatori di età e gusti diversissimi (che magari dell’autrice J. K. Rowling non sapevano nulla). Si arriva ai titoli di coda con la sensazione analoga che ti prende allo stomaco quando volti l’ultima pagina di un bel romanzo, sapendo che per quante volte lo rileggerai non sarà mai come la prima. (L. P.)
giudizio





