01.07.2007
Titolo: CARE OF FOOTPATH (speciale Giffoni)
Autore: Kishan Shrikanth
Uscita: 2006
Luci. Motore. Azione. E il film del più giovane regista della storia, in concorso a Giffoni per la sezione First screens, è pronto a cominciare.
Recensione:
Slum ('baracca') ha 7 anni; dopo che la madre l’ha abbandonato è una vecchia signora a prendersi cura di lui. Nonostante la sua intelligenza sia nota a tutti nelle baracche, il piccolo lavora come raccogli-stracci per guadagnarsi da vivere. Quando dei ragazzi in uniforme scolastica lo deridono per la sua ignoranza, Slum li sfida: imparerà a leggere e scrivere. Inizia chiedendo piccoli insegnamenti ai coetanei più fortunati, ma presto la passione per la conoscenza lo porta a studiare in un anno i programmi scolastici fino alla quinta elementare. Rimedia un’uniforme smessa, una cartella sfondata e libri di seconda mano; lavorando duro raccoglie perfino i soldi per le tasse scolastiche. E quando una maestra colta da malore è salvata dal suo provvidenziale intervento, lo stesso direttore dell’istituto interviene per permettergli di studiare. Ma Slum è ormai arrivato al programma di seconda media e non vuole saperne di studiare con i coetanei. Di fronte al rifiuto del Ministero dell’Istruzione, tutta l’India insorgerà per aiutare il bambino delle baracche ad avere un’istruzione degna delle sue straordinarie capacità. Kishan Shrikanth, 11 anni, regista e protagonista, ha voluto raccontare questa storia dopo un incontro ravvicinato con un ragazzino delle baraccopoli. Girando con lo stile particolarissimo dei film di Bollywood, ricchi di emozioni, colori e canzoni, ha creato una favola in cui però si rispecchiano i sogni e le fatiche di migliaia di bambini e di uomini che hanno contribuito al progresso del Paese. “Non importa chi sei, non importa quanto sei debole, perché ciò che è nella mente supera la materia, e se uno crede a questo, allora niente al mondo può fermarlo”, è la sua dedica a tutti i bambini sfortunati del mondo. Valorizzando l’immenso potere della conoscenza, spesso dimenticato nel ricco Occidente.
Slum ('baracca') ha 7 anni; dopo che la madre l’ha abbandonato è una vecchia signora a prendersi cura di lui. Nonostante la sua intelligenza sia nota a tutti nelle baracche, il piccolo lavora come raccogli-stracci per guadagnarsi da vivere. Quando dei ragazzi in uniforme scolastica lo deridono per la sua ignoranza, Slum li sfida: imparerà a leggere e scrivere. Inizia chiedendo piccoli insegnamenti ai coetanei più fortunati, ma presto la passione per la conoscenza lo porta a studiare in un anno i programmi scolastici fino alla quinta elementare. Rimedia un’uniforme smessa, una cartella sfondata e libri di seconda mano; lavorando duro raccoglie perfino i soldi per le tasse scolastiche. E quando una maestra colta da malore è salvata dal suo provvidenziale intervento, lo stesso direttore dell’istituto interviene per permettergli di studiare. Ma Slum è ormai arrivato al programma di seconda media e non vuole saperne di studiare con i coetanei. Di fronte al rifiuto del Ministero dell’Istruzione, tutta l’India insorgerà per aiutare il bambino delle baracche ad avere un’istruzione degna delle sue straordinarie capacità. Kishan Shrikanth, 11 anni, regista e protagonista, ha voluto raccontare questa storia dopo un incontro ravvicinato con un ragazzino delle baraccopoli. Girando con lo stile particolarissimo dei film di Bollywood, ricchi di emozioni, colori e canzoni, ha creato una favola in cui però si rispecchiano i sogni e le fatiche di migliaia di bambini e di uomini che hanno contribuito al progresso del Paese. “Non importa chi sei, non importa quanto sei debole, perché ciò che è nella mente supera la materia, e se uno crede a questo, allora niente al mondo può fermarlo”, è la sua dedica a tutti i bambini sfortunati del mondo. Valorizzando l’immenso potere della conoscenza, spesso dimenticato nel ricco Occidente.
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