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01.07.2007
Titolo: ANTONIA (speciale Giffoni)
Autore: Tata Amaral
Uscita: 2006
Space Girl made in Brazil? Certamente no, “Antonia” racconta il cammino comune di quattro ragazze che, nonostante le difficoltà che ognuna di loro si ritrova ad affrontare, non rinunciano ai loro sogni.
Recensione:
Quattro amiche e un un’unica passione: il canto. Preta, Barbarah, Mayah e Lena vivono la loro amicizia fin dall’infanzia a Vila Brasilandia, sobborgo povero e problematico di San Paolo. Un giorno però arriva anche per loro la grande occasione: scoperte dal manager Marcelo Diamante, lasciano il gruppo rap per cui lavorano come coriste per fondare una loro band, “Antonia” appunto. Ma la strada verso il successo vede sgretolarsi progressivamente il loro rapporto speciale di amicizia e complicità. Le quattro ragazze si scontrano infatti con la povertà e la violenza quotidiana, la gelosia, il maschilismo. Dapprima Preta litiga con Mayah, poi Lena si sottomette alle proibizione del suo compagno, Barbarah finisce addirittura in carcere nel tentativo di vendicare il pestaggio del fratello e la morte del suo compagno. Alla fine però vincono le ragazze, il loro coraggio e soprattutto l’antico legame che riemerge con forza e funge da chiave di volta. Più che la vicenda in sé, forse non particolarmente originale o ricercata, in questo film colpisce come i sentimenti, la sofferenza e soprattutto il quotidiano vengano trasmessi in maniera veramente efficace. I piccoli gesti, i dialoghi botta e risposta, a prima vista insignificanti, risultano invece così reali che quasi si direbbe di poterli condividere, prendendo parte al tutto. E questo aspetto contribuisce in maniera preponderante a tratteggiare i profili, i caratteri, le personalità delle protagoniste. Ma il sentimento che meglio sembra trasparire è il dolore, la fatica, lo scoraggiamento, in un crescendo reso più vivido dalle riprese realizzate a mano libera, via via fino ad arrivare ad un finale liberatorio. Un film tutto al femminile, dalla regista alle protagoniste, che offre un angolo di osservazione privilegiato su quelle che sono la vita e la cultura dei sobborghi brasiliani, ma soprattutto anche attraverso la musica, che resta uno dei fili conduttori del film.

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