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01.01.2009
Titolo: Parnassus
Autore: Terry Gilliam
Uscita: 2009
Il dottor Parnassus gira per le strade di Londra con il suo carrozzone scalcagnato portando ad ogni angolo i suoi bizzarri spettacoli. Con lui, la figlia, un giovane e un nano. A rendere la compagnia ancora più strana, il vero centro dell’attrazione: uno specchio al centro del palcoscenico, che una volta varcato consente di dar vita ai prodotti della propria immaginazione.
Recensione:
Parnassus è un’opera impegnativa, per certi versi difficile, che consigliamo ai più grandicelli tra voi che amano il genere fantastico. Dato che – lo diciamo subito – si tratta di qualcosa di diverso rispetto a ciò che trova spazio in questa rubrica, per quale motivo ve lo consigliamo? Perché Terry Gilliam, il regista, è un abilissimo prestigiatore di immagini, un burattinaio di mondi, un artigiano che fa del cinema un arte dell’immaginario. Non c’è da preoccuparsi, dunque, se può non sembrare sempre chiaro quel che accade, perché in compenso è sempre abbagliante ciò che si vede. Mondi uno dentro l’altro, mondi uno vicino all’altro, passaggi che portano nel bel mezzo di situazioni distanti da qualsiasi esperienza quotidiana, più bizzarre ancora del trovarsi con una carrozza vecchia di decenni in una metropoli contemporanea. Che cosa funge da collante a tutto questo insieme così caotico? Il piacere del racconto. Come si dice ad un certo punto della storia, se si smettesse di raccontare l’intero universo scomparirebbe. Abbiamo bisogno di storie e di immagini, non per distrarci dalla vita ma perché fanno parte della nostra vita. Terry Gilliam ce lo dice a modo suo, e il modo migliore per darne l’idea è dar voce ad uno dei suoi personaggi, che rispondendo a un altro che gli chiedeva dove mai si trovino, gli risponde : "... narrativamente, c’è ancora molta strada da fare". Non è forse questo il segreto di ogni racconto, il mettersi in cammino?

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