Banda PM logo
01.01.2009
Titolo: 2012
Autore: Roland Emmerich
Uscita: 2009
Anno 2012: una catastrofe naturale di proporzioni globali inizia a sconvolgere il pianeta e i suoi abitanti: terremoti, maremoti e altre fenomeni apocalittici mettono a soqquadro la Terra. Ma un gruppo di uomini, tra cui uno scrittore fallito e la sua famiglia, non si danno per vinti e cercano di lottare per sopravvivere.
Recensione:
Roland Emmerich, specialista in film “catastrofici” (suoi, tra gli altri, Independence day e The Day after Tomorrow), cerca il colpo grosso al botteghino provvisto di un budget stratosferico. Ma questa volta esagera di brutto. Perché prolungare la durata per 2 ore e mezza, laddove la trama si sarebbe potuta sciogliere in 90 minuti se non meno? Difficile mantenere alta la tensione o non annoiare per tutto quel tempo, quando si hanno a disposizione solo effetti speciali (curati quanto si vuole, per carità…) ma manca la ciccia (personaggi credibili e non marionette assemblate alla bell’e meglio che dicono “O mio Dio” a soli due minuti dall’inizio della proiezione). Così la visione finisce per essere una somma di catastrofi costruite per impressionare. Emmerich punta sulla quantità, sapendo che se fai vedere edifici sventrati o aerei che precipitano, l’effetto è limitato, mentre se mostri New York sommersa dall’acqua, San Pietro che crolla e la California interamente incendiata, l’effetto è assicurato. Si potrebbe obiettare: ma si tratta appunto di un disaster movie. E sia, ma dato che il regista ha insistito per unire l’“umanità” che cerca di sopravvivere alle storie individuali (una famiglia, il presidente USA e sua figlia ecc. ) ci si aspetterebbe qualcosa di diverso dai soliti clichè. E invece nel frullatore di Emmerich non si salva nulla: la peggior retorica sulla famiglia, commozione a buon mercato, dialoghi infarciti di battute scadenti e mille volte sentite (gli sceneggiatori devono avere alzato il gomito mentre scrivevano), e per finire pillole di saggezza tibetana da supermercato. Bel colpo, Roland! Il frullato però fa schifo.

giudizio