01.01.2007
Titolo: NOTHING ELSE MATTERS (speciale Giffoni)
Autore: Julia von Heinz
Uscita: 2007
Due ragazze con vite, progetti e aspettative antitetiche si incontrano per caso. A un anno di distanza le loro vite sono drasticamente cambiate, ma loro sono ancora unite nonostante le difficoltà, per un motivo che è più importante di tutto il resto.
Recensione:
Carla è un’adolescente scappata di casa e diretta a Lione per frequentare una scuola di moda. Derubata di tutto alla stazione di Berlino si vede costretta a chiedere aiuto a Rico, un ragazzo che le offre un lavoro nel suo cantiere, una nave destinata a diventare un bar. È là che Carla incontra Lucie: tra le due ragazze nasce un’amicizia insperata, nonostante le differenze che le contraddistinguono e l’ambiente in cui vivono, ai confini della del degrado e della delinquenza. Quando per Carla arriva finalmente il momento di ripartire, la ragazza si scopre incinta. Sarà Lucie a convincerla a non abortire: Carla partorirà il bambino ma sarà la stessa Lucie ad occuparsene. Nei mesi successivi le ragazze vanno a vivere insieme, creando una sorta di famiglia improvvisata. Dopo il parto però la situazione precipita: Carla capisce di voler tenere il bambino, Lucie si rifiuta di rinunciare a quella che ritiene ormai la sua famiglia. Le due ragazze si ritrovano inevitabilmente a fare i conti con la realtà, a dover scegliere e a crescere. Un bel film: una trama che scorre bene ma anche un contenuto valido e ben sviluppato. Le atmosfere ricordano a tratti quelle del libro “I ragazzi dello zoo di Berlino”, anche se decisamente più “soft”, rendendo reale, dettagliata e ben connotata l’ambientazione fisica, sociale e culturale. Un contesto in cui anche i più giovani “si arrangiano”, ma dove possono nascere dei rapporti solidi e disinteressati. La diversità qui non esiste: i ragazzi protagonisti della vicenda sono già diversi da i loro coetanei per il loro modo di essere e vivere “ai margini”, ai confini. Così tra Carla che ha grande progetti e Lucie che vorrebbe solo affetto e sicurezza non c’è differenza, non c’è contrasto. Una storia al femminile ma con una prospettiva universale: quello che conta, quello che è davvero importante per ognuno a volte cambia più velocemente di quanto ci si possa accorgere. Soprattutto quando si tratta di persone.
Carla è un’adolescente scappata di casa e diretta a Lione per frequentare una scuola di moda. Derubata di tutto alla stazione di Berlino si vede costretta a chiedere aiuto a Rico, un ragazzo che le offre un lavoro nel suo cantiere, una nave destinata a diventare un bar. È là che Carla incontra Lucie: tra le due ragazze nasce un’amicizia insperata, nonostante le differenze che le contraddistinguono e l’ambiente in cui vivono, ai confini della del degrado e della delinquenza. Quando per Carla arriva finalmente il momento di ripartire, la ragazza si scopre incinta. Sarà Lucie a convincerla a non abortire: Carla partorirà il bambino ma sarà la stessa Lucie ad occuparsene. Nei mesi successivi le ragazze vanno a vivere insieme, creando una sorta di famiglia improvvisata. Dopo il parto però la situazione precipita: Carla capisce di voler tenere il bambino, Lucie si rifiuta di rinunciare a quella che ritiene ormai la sua famiglia. Le due ragazze si ritrovano inevitabilmente a fare i conti con la realtà, a dover scegliere e a crescere. Un bel film: una trama che scorre bene ma anche un contenuto valido e ben sviluppato. Le atmosfere ricordano a tratti quelle del libro “I ragazzi dello zoo di Berlino”, anche se decisamente più “soft”, rendendo reale, dettagliata e ben connotata l’ambientazione fisica, sociale e culturale. Un contesto in cui anche i più giovani “si arrangiano”, ma dove possono nascere dei rapporti solidi e disinteressati. La diversità qui non esiste: i ragazzi protagonisti della vicenda sono già diversi da i loro coetanei per il loro modo di essere e vivere “ai margini”, ai confini. Così tra Carla che ha grande progetti e Lucie che vorrebbe solo affetto e sicurezza non c’è differenza, non c’è contrasto. Una storia al femminile ma con una prospettiva universale: quello che conta, quello che è davvero importante per ognuno a volte cambia più velocemente di quanto ci si possa accorgere. Soprattutto quando si tratta di persone.
giudizio





