22.08.2008
Oceania
KIRIBATI: TROPPA, POCA E CARA ACQUA
Se l’innalzamento del livello del mare avesse obbligato il presidente degli Stati Uniti ad evacuare la Casa Bianca, “sono sicuro che l’atteggiamento del mondo verso il riscaldamento globale sarebbe molto diferente”. Si è espresso così Anote Tong, il presidente della Repubblica di Kiribati - un minuscolo arcipelago sperduto nell’Oceano Pacifico – costretto a trasferire gli uffici della presidenza in zone più alte. Le dichiarazioni del primo cittadino di Kiribati sono state fatte al termine del Forum sul cambiamento climatico svoltosi a Fukatunofo, la capitale della minuscola isola oceanica di Niue, un altro dei 33 piccoli Stati insulari del Pacifico dove il riscaldamento e l’aumento del livello del mare sono pericoli reali. Atolli come Palau, isole Marshall, Tuvalu, Naurù, Niue e isole Cook pagano le conseguenze delle politiche delle grandi nazioni della Terra responsabili dell’inquinamento degli oceani e del riscaldamento globale del pianeta. Negli atolli l’acqua dolce è sempre più scarsa mentre quella del mare erode i terreni e sommerge le spiagge. Questa è la globalizzazione, cari miei: i mali da inquinamento prodotti da Europa e America ricadono anche sulla piccola Kiribati e isole sorelle che rischiano di scomparire!





