13.12.2007
Oceania
AUSTRALIA: MIO NONNO NAMBAROO
Si chiamava nambaroo gillespieae ed era grande come un cagnolino, in grado di camminare a quattro zampe e di arrampicarsi sugli alberi. Secondo gli scienziati dell’Università La Trobe, dai fossili di canguro, vecchi di 25 milioni di anni, trovati nella regione del Queensland, emerge un’immagine del tutto diversa dall’attuale degli antenati del famoso marsupiale australiano. Il nambaroo di allora aveva forti muscoli nelle zampe anteriori, viveva nella foresta, mangiava frutta e funghi, e preferiva arrampicarsi sugli alberi visto che non sapeva saltare come i suoi discendenti di adesso. In definitiva, assomigliava più ad un opossum che ad un canguro. I cambiamenti fisiologici del canguro sarebbero dovuti all’evoluzione necessaria per adattarsi ai cambiamenti climatici del continente, quando la vegetazione tipica delle zona tropicale scomparve per lasciare posto ai boschi di eucaliptus e alle savane desertiche. Da ciò si deduce che i cambi del clima ci sono sempre stati, anche se attualmente gran parte della responsabilità di tale fenomeno ricade sull’uomo – e l’uomo australiano è uno dei più accaniti inquinatori del globo… - e sulla sua volontà di “spremere” la natura al massimo fino all’ultima risorsa.





