29.04.2011
Europa
UCRAINA: 25 ANNI DOPO
L’anniversario del disastro nucleare di Cernobyl del 26 aprile 1986
Ore 1.23 del 26 aprile 1986. Un’esplosione terrificante squassò il reattore nucleare numero 4 della centrale di Cernobyl, in Ucraina. Per 10 giorni consecutivi, la nube radioattiva sprigionatasi in seguito all’incidente si diffuse su un’ampia zona attorno alla centrale danneggiata, rilasciando nell’aria materiali radioattivi che una volta ricaduti sul terreno contaminarono pesantemente aree abitate da popolazioni di Ucraina, Russia e Bielorussia.
A distanza di 25 anni, gli effetti di quella tragedia continuano a pesare drammaticamente sulla vita di milioni di persone – le autorità ucraine parlano di 5 milioni – che accusano malattie e tumori da contaminazioni radioattive, senza contare l’inquinamento per almeno 500 anni del 20% del territorio agricolo e il 23% delle foreste della Bielorussia.
L’anniversario del disastro di Cernobyl, che cade a poco tempo di distanza dall’incidente alla centrale giapponese di Fukushima, ripropone il tema della sicurezza delle centrali e dell’opportunità di continuare sulla strada della produzione di energia nucleare. È anche l’occasione per ripensare alla scelta politica ed economica del nucleare, scelta che, secondo recenti sondaggi, registra l’opposizione del 75% degli italiani.
(foto: le 2000 croci piantate da Greenpeace al Circo Massimo di Roma per ricordare le vittime di Cernobyl)
A distanza di 25 anni, gli effetti di quella tragedia continuano a pesare drammaticamente sulla vita di milioni di persone – le autorità ucraine parlano di 5 milioni – che accusano malattie e tumori da contaminazioni radioattive, senza contare l’inquinamento per almeno 500 anni del 20% del territorio agricolo e il 23% delle foreste della Bielorussia.
L’anniversario del disastro di Cernobyl, che cade a poco tempo di distanza dall’incidente alla centrale giapponese di Fukushima, ripropone il tema della sicurezza delle centrali e dell’opportunità di continuare sulla strada della produzione di energia nucleare. È anche l’occasione per ripensare alla scelta politica ed economica del nucleare, scelta che, secondo recenti sondaggi, registra l’opposizione del 75% degli italiani.
(foto: le 2000 croci piantate da Greenpeace al Circo Massimo di Roma per ricordare le vittime di Cernobyl)





