26.07.2007
Europa
ITALIA: BEATI I POVERI?
Nel nostro paese la povertà non cala. È questo l’allarme lanciato dalla Caritas Italiana nel suo VII Rapporto su povertà ed esclusione, in cui l’Italia appare come una nazione “vulnerabile” e non certo il “posto dell’uguaglianza e nemmeno quello delle opportunità”. Più di altri paesi europei, essa presenta grandi differenze fra chi vive in un discreto benessere, chi tutti i giorni lotta per non oltrepassare la soglia della povertà, chi dentro la povertà ci sta da tempo e non intravede nulla di nuovo nel futuro. Non diminuisce il tasso di povertà, che colpisce l’ 11,1% del totale delle famiglie e circa 7,6 milioni di persone. Il disagio è presente soprattutto al Sud (dove quasi il 39% dei nuclei familiari si colloca nelle fasce di reddito più basse, contro il 12% del Nord), nelle famiglie numerose e in quelle dove ci sono disoccupati e anziani soli. Questi drammatici dati statistici si concretizzano nell’impossibilità, per il 13,5% delle famiglie del meridione, di non potersi permettere un pasto decente ogni due giorni. In tutta Italia è il 17,5% delle famiglie che non può mangiare in modo adeguato; quasi l’11% non può riscaldare in modo accettabile la propria casa; il 39% non fa nemmeno una settimana di vacanza all’anno e l’affitto, nelle famiglie a reddito basso, si mangia in media il 30,7% delle entrate. Dati che devono far riflettere l’intera società italiana ma soprattutto rilanciare le politiche sociali del welfare considerato un vero e proprio “fattore sviluppo” nella giustizia e nell’uguaglianza.





