23.03.2009
Europa
TURCHIA: DIRITTO NON BISOGNO
Colpo di scena dei soliti ”furbi” al 5° Forum Mondiale sull’Acqua conclusosi a Instambul. Ebbene, uomini politici e di governo, rappresentanti di organismi internazionali e di grandi multinazionali del settore hanno deciso che “l’acqua è solo un bisogno” e non un diritto dell’umanità. Un bisogno importantissimo, d’accordo, se si analizzano i dati drammatici della situazione del prezioso elemento – l’oro blu – sul pianeta, dove sono 8 milioni i morti l’anno per mancanza di acqua e servizi igienico-sanitari. O dove 2,6 miliardi di persone sono prive di servizi igienici e 1,1 miliardi non hanno accesso alle risorse idriche. Nel 2030 la metà della popolazione della Terra patirà la sete: il problema sarà risolto dai soliti furbi che nel frattempo avranno trasformato l’acqua in una merce, un prodotto con cui fare soldi.
Su questo tema, ben diversa è l’opinione di numerose ONG e molti Paesi del mondo secondo i quali l’acqua resta “un elemento fondamentale di tutti gli esseri viventi e un diritto umano fondamentale e inalienabile”. Per questo occorre “garantire la solidarietà tra le generazioni presenti e future; respingere ogni forma di privatizzazione e assicurare che il controllo sull’acqua sia pubblico, sociale, cooperativo, equo e partecipativo”. In una parola, l’acqua serve a far vivere meglio tutti e non a far fare i soldi a pochi.





