13.06.2007
Europa
ITALIA: PRENOTA ANCHE TU UN F35
L’Italia s’è desta e parte all’attacco. Ma con che cosa si va alla guerra? Con i nuovissimi cacciabombardieri Joint Strike Fighter F35, costosissimi aerei da bombardamento – ma cosa deve bombardare l’aeronautica italiana se, in linea con la costituzione, deve solo “difendere il territorio nazionale”? – costruiti da un progetto internazionale voluto e guidato dagli USA. L’Italia partecipa all’affare con una linea di assemblaggio (costo 250 milioni di euro) presso l’aeroporto di Cameri (Novara) e con un ingente investimento pubblico – denaro dei cittadini – di 1028 milioni di euro, di cui 638 già dati. Ma la girandola di spese non si arresta qui perché il nostro Paese ha già prenotato 100 esemplari di F35 ad un costo che si aggira sui 100 milioni di euro ciascuno: tanti soldi per aerei da combattimento di un progetto che si sovrappone ad un altro simile di natura europea chiamato EuroFighter 2000 già attivo nella produzione di caccia tattici leggeri.
Costi stellari per alimentare assurde “guerre di pace” in giro per il mondo ma soprattutto per stipulare vantaggiosi accordi di affari per imprenditori, politici e militari. Fin che c’è guerra c’è speranza; e se non c’è, ci si prepara per combatterla in nome della “difesa” del patrio suolo, soprattutto dagli attacchi continui degli extracomunitari che prendono d’assalto le spiagge dell’isola di Lampedusa.





