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01.08.2007
Europa
IRLANDA DEL NORD: TORNA A CASA, SOLDATO
Dopo 38 anni di “presenza” nella tormentata terra dell’Irlanda del Nord, l’esercito di Sua Maestà britannica se ne torna nelle sue caserme nel Regno Unito. Le truppe inglesi erano impegnate nell’Ulster fin dal 1969, nella difficile missione di interposizione tra Cattolici e Protestanti e nel contrasto alle attività guerrigliere del gruppo armato dell’IRA. L’esercito britannico ha avuto 400 militari vittime degli attentati terroristici; al tempo stesso, è stato ritenuto responsabile di una serie infinita di violenze, abusi e omicidi mirati ai danni degli irlandesi di fede cattolica, come nella drammatica “domenica di sangue” (“Bloody Sunday”) del 30 gennaio 1972 quando rimasero uccisi 13 manifestanti cattolici, 6 dei quali erano bambini. Il ritiro definitivo dei militari di Londra, che conclude un travagliato processo di pace iniziato nel 1998, avviene a seguito della formazione del nuovo governo nord irlandese, una coalizione formata dagli ex-rivali del Democratic Unionist Party protestante e del Sinn Fein cattolico.