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27.07.2007
Asia
FILIPPINE: BENTORNATO, BIGFOOT
Grande festa nella comunità di Payao: dopo 39 giorni nelle mani dei suoi sequestratori è tornato “a casa” p. Giancarlo Bossi, il missionario italiano del PIME rapito presumibilmente da un gruppo legato alla guerriglia islamica che da anni opera nella zona. P. Giancarlo – chiamato affettuosamente Bigfoot “il padre gigante” dalla gente – è stato accolto con calore da cristiani e musulmani della sua comunità, dalle tantissime persone che hanno pregato per il suo rilascio, dalle autorità locali e dai confratelli dell’istituto missionario al quale appartiene. Il capo della polizia di Payao Joenery Ojas, ha sottolineato come “i festeggiamenti intendono celebrare tanto la liberazione del missionario italiano”, quanto ribadire “i buoni rapporti fra le diverse comunità religiose cristiana, musulmana e subanen”. Ha inoltre ricordato come i giorni del sequestro siano stati vissuti “con ansia” da tutta la comunità, che si è riunita senza distinzioni a pregare per chiedere la liberazione del sacerdote. Sentimenti di “fratellanza e cooperazione” sottolineati anche da p. Giancarlo che ha rinnovato il suo desiderio di continuare la missione nelle Filippine, possibilmente a Payao “fra la mia gente, perché questo “è il mio lavoro” ed è ciò che “mi rende felice”.