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16.06.2009
Asia
IRAQ: TUTTI A CASA
Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha annunciato che il suo Paese aiuterà gli sfollati iracheni a tornare alle proprie case. L’annuncio è stato dato in coincidenza con la progressiva diminuzione degli atti di violenza e terrorismo nella nazione irachena, diminuzione che in un futuro prossimo si spera porterà alla chiusura dei campi profughi. Nonostante le dichiarazioni rassicuranti, però, gli oltre 5 milioni di persone sfollate non si sentono ancora sicure per intraprendere un ritorno alla vita normale di prima. Mancano, infatti, un piano di riconciliazione nazionale tra le parti in conflitto e un programma di ricostruzione delle infrastrutture minime distrutte dalla guerra quali gli impianti elettrici, le reti idrica e fognaria e i servizi igienici. Tutti questi servizi costano e gli USA, in questo momento, non sono in grado di investire fondi per la ricostruzione irachena. Ecco una delle mille conseguenze negative della guerra: prima bombardo e distruggo; poi ti aiuto a riparare i danni. Sempre che prima non si siano spesi tutti i soldi in armi e bombe da buttare sulla testa della gente! La guerra, infatti, è sempre un affare; la ricostruzione, invece, non sempre.