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11.10.2007
Asia
BIRMANIA: NOI NON SPARIAMO
«I monaci sono il simbolo della nostra religione e la nostra vita: ucciderli è considerato il peggiore dei peccati». Per questa ragione, condivisa da milioni di birmani, cinque alti generali e più di 400 soldati si sono rifiutati di sparare contro i partecipanti alle marce di protesta organizzate in tutto il paese nei giorni scorsi. Il rifiuto di obbedire agli ordini della Giunta militare che governa la Birmania, è costata l’arresto dei disobbedienti. Secondo fonti giornalistiche vicine all’opposizione, l'ammutinamento è il segnale dell'esistenza di crepe all'interno del regime: sarebbero, infatti, molti i funzionari pubblici che hanno silenziosamente mostrato la loro opposizione alla brutale repressione della dittatura non presentandosi al proprio posto di lavoro.