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07.12.2007
Asia
INDONESIA: COLPITE E AFFONDATE
Il ministro degli Affari marittimi e della pesca è preoccupatissimo: se non si prenderanno misure drastiche, entro il 2030 potrebbero scomparire 2mila isole o isolotti dell’arcipelago dell’Indonesia, il più grande al mondo. Le preoccupazioni del ministro Fredy Numberi sono fondate in quanto già 24 isole – ne sono rimaste “solo” 17.480 - sono scomparse dalla mappa indonesiana a causa di eventi climatici anomali come tsunami o terremoti, o per colpa dell’uomo che provoca danni ambientali irreparabili dovuti allo sfruttamento delle risorse naturali, soprattutto petrolio, gas, caucciù e olio di palma. «La natura delle isole, le loro foreste e i loro mari vanno preservati» dichiara il ministro, inclusa la barriera corallina che sta progressivamente scomparendo in quanto assorbe l’inquinamento derivato dalle attività industriali. Bravo, dunque, il ministro a lanciare l’allarme, anche se non ci starebbe male una bella tirata d’orecchi al Governo di cui fa parte, complice della deforestazione e del taglio selvaggio degli alberi che l’Indonesia, da anni, fa finta di non vedere, per fare cassa e per tenersi buoni gli amici delle multinazionali del legname che stanno devastando le foreste del pianeta.