"La canna da zucchero ci sta dando il colpo di grazia. Le nostre terre stanno diventando sempre più piccole. Le piantagioni stanno uccidendo gli Indiani". Parola di Ambròsio Vilhalva, leader dei Guarani, il popolo indigeno maggiormente colpito dalle attività dei giganti dell'energia Shell e Cosan. La multinazionale olandese Shell e la brasiliana Cosan hanno stretto accordi per 12 miliardi di dollari per la produzione di biocarburanti ottenuti dalle piantagioni di canna da zucchero, piantagioni che hanno "ingoiato" gran parte delle terre già riconosciute come appartenenti ai Guarani. È l'ennesima calamità che si abbatte su un popolo indigeno che si è visto derubare la terra per far spazio a piantagioni e allevamenti di bestiame. Un popolo oggetto di violenti attacchi criminali, che soffre uno dei più alti tassi di suicidi al mondo e che vede morire molti dei suoi bambini a causa della denutrizione. E tutto perché? Perché i SUV del mondo ricco continuino a funzionare imperterriti consumando sempre meno idrocarburi. Alé: fin che c'è foresta, ci sarà carburante!
(foto di Tatiana Sapateiro)





