17.10.2007
Americhe
MESSICO: A "MURO" DURO
«Il capitale e i lavoratori sono come la scarpa sinistra e quella destra, hanno bisogno l’una dell’altra, non è una questione di legalità o illegalità. La gente dello stato di Washington dice che le mele di Washington sono le migliori del mondo e probabilmente è la verità. Ma in questi giorni restano sugli alberi perché non ci sono abbastanza messicani per raccoglierle». Questo è parlar chiaro. Con queste parole il presidente del Messico Felipe Calderón spiega la sua contrarietà alla nuova barriera anti immigrati che il governo degli Stati Uniti vuole costruire sul confine meridionale con la nazione messicana. Il muro è oltre tutto inutile in quanto, contrariamente a ciò che si pensa, sono gli USA che hanno bisogno della manodopera messicana. E a quanti obiettano che è il Messico ad aver bisogno dei soldi che gli immigrati mandano in patria, il presidente messicano risponde: «Noi perdiamo ogni messicano che attraversa la frontiera, perché questa è la nostra gente migliore, i più giovani e i più forti… Non voglio vedere il Messico come fornitore di manodopera per gli Stati Uniti ma voglio costruire le opportunità affinché rimangano qui». Una bella lezione a tutti coloro che pensano di fermare i flussi dell’immigrazione con i muri di cemento, la repressione armata della polizia e le barriere dei pregiudizi.





