13.07.2007
Americhe
PERÙ: CHIUSO PER RAZZISMO
Al Café del Mar, ristorante di lusso della zona residenziale di Miraflores, provincia della capitale Lima, gli indios e i meticci dalla pelle scura non avevano accesso. Ciò avveniva secondo una prassi consolidata in un paese a maggioranza indigena dove l’elite bianca spadroneggiava e discriminava a piacere.
Ebbene, il razzismo discriminatorio dei proprietari del ristorante è costato loro due mesi di chiusura e l’equivalente di 50mila euro di multa: una piccola ma significativa punizione per una minoranza di privilegiati che da sempre controlla l’economia del paese e si è ritagliata angoli di super lusso dove trascorrere in ozio e divertimenti l’abbondante tempo libero a disposizione. La decisione del presidente Alan Garcìa di combattere il razzismo a suon di leggi trova d’accordo la maggioranza dei peruviani, dei quali quasi la metà dei 28 milioni di abitanti vive sotto la soglia di povertà con meno di 2 dollari al giorno. Per essere efficaci tali provvedimenti antidiscriminatori dovranno essere accompagnati da un impegno maggiore da parte del governo nella lotta alla povertà e alla fame, per assicurare almeno un pasto giornaliero decente – e non certo cene lussuose e costosissime – a tutti gli abitanti del Perù.





