11.09.2008
Americhe
USA: THE DAY AFTER
Sette anni fa l’attenzione del mondo e tutte le sue paure si concentravano sulle Torri Gemelle di New York. Il loro crollo ad opera di un attacco di terroristi, che ha provocato la morte di circa 3mila persone, ha scatenato la reazione del mondo occidentale contro i gruppi armati che fomentavano e appoggiavano le azioni di criminali kamikaze decisi a tutto pur di seminare morte e terrore ovunque. Per fermare il terrorismo allora l’Occidente dichiarò guerra alle nazioni “canaglia” (tra tutte Afghanistan e Iraq); ha dato la caccia ad individui sospetti cercandoli in ogni angolo del pianeta; ha rinforzato la sicurezza di porti, aeroporti, stazioni, obiettivi sensibili, mezzi di comunicazione e luoghi di culto situati nelle società del benessere e della ricchezza. Ma soprattutto ha inventato menzogne e bugie – le “armi di distruzione di massa” di Saddam Hussein, le bombe liquide nelle bottigliette d’acqua sugli aerei, i gas nervini ecc – e lanciato allarmi inesistenti per convincere l’opinione pubblica mondiale che bisognava investire e spendere denaro nei piani di sicurezza per proteggere la gente. Con il risultato che dopo l’11/9/2001 le società di sicurezza specializzate in antiterrorismo e i mass media sono risultati gli unici settori dell’economia ad aver goduto di ingenti e straordinari guadagni. Intanto a Ground Zero è rimasto solo un enorme e vuoto “buco nero”, riempito una volta all’anno dalle commemorazioni inutili di coloro che hanno saputo sfruttare le paure della gente per arricchirsi. L’industria del terrore, quindi, dà una mano ai veri terroristi, gli stessi che dice di voler combattere. Finché c’è terrore c’è speranza e soprattutto “affari d’oro”!





