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17.07.2007
Africa
SUDAN: ROSSO SANGUE
Uno zampillo “rosso sangue” alto 140 metri, per ricordare le vittime di una tragedia dimenticata. In occasione della “Giornata della giustizia internazionale” da celebrarsi il 17 luglio, il municipio di Ginevra ha deciso di colorare di rosso il famoso “Jet d’eau” – lo spruzzo d’acqua simbolo della città, considerata la capitale dei diritti umani – per rompere il silenzio che persiste attorno il dramma del Darfur. In questa regione occidentale del Sudan è in atto un conflitto che nessuno è mai riuscito a fermare. Secondo dati dell’ONU contestati dal governo sudanese, dal 2003 ad oggi vi sono state 200mila vittime e più di due milioni di sfollati e rifugiati, nell’indifferenza totale dei grandi paesi occidentali che sperano di impossessarsi delle ingenti risorse economiche custodite nel territorio del Darfur. Ma su questa terra su cui si abbatte un inarrestabile “bagno di sangue”, cominciano anche ad intravedersi timide speranze di pace provenienti dalla conferenza internazionale di Tripoli (Libia) dove si discute per un negoziato che ponga fine ai massacri e fermi l’emorragia di morte.