28.11.2011
Terra: ultima chiamata
Si apre nel segno dello scetticismo la 17ma Conferenza internazionale sul clima indetta dall'ONU a Durban, Sudafrica.
I 17mila delegati partecipanti, in rappresentanza di 190 Paesi, si troveranno sul tavolo delle importanti decisioni da prendere: come tagliare le emissioni di CO2 prima del 2020 e come affrontare i drammatici mutamenti climatici che affliggono il pianeta? E ancora: come trovare un accordo sul trattato di Kyoto del 1997 e vincere le resistenze di Stati Uniti (che, unici, non hanno firmato l’accordo), Cina e India, le potenze più inquinanti della Terra?
È urgentissimo trovare un accordo e darsi da fare, investendo subito i soldi promessi (solo 100 miliardi di dollari fino al 2020). Solo così si eviteranno al pianeta “eventi climatici estremi” che causano carestie, inondazioni, siccità, insicurezza alimentare, a danno delle zone più povere e “fragili” della Terra, quali l’Africa subsahariana, il Corno d’Africa e il Sudest asiatico.
Perché, come afferma Elisa Bacciotti di Oxfam Italia, è ormai evidente che “la salute del pianeta non è più un problema lontano. Le piogge e le alluvioni che hanno colpito l’Italia in queste settimane dimostrano che i cambiamenti climatici fanno vittime e devastano il territorio anche a casa nostra. Poveri e ricchi, sud e nord del mondo sono sullo stesso fronte e per questo devono agire insieme in modo rapido”. Urge darsi una mossa.
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