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26.09.2011
Ciao Wangari!
E' morta ieri a Nairobi Wangari Maathai, prima donna africana a vincere il premio Nobel.

Nel giorno in cui un altro grande personaggio se n'è andato (Sergio Bonelli, ne parleremo nei prossimi giorni), forse il nome di Wangari Maathai rischia di finire in secondo piano. Ma questa donna, politica e ambientalista africana è stata un personaggio importante della Storia degli ultimi decenni, prima donna africana a ricevere il prestigioso Premio Nobel.
La sua storia è quella di una donna forte, che ha lottato fin da piccola per poter continuare a studiare, finendo per laurearsi negli Stati Uniti e tornare in Kenya, dove ottiene il dottorato in scienze biologiche, la prima donna africana a ottenere un titolo di studio così alto. Nel 1977 abbandonò l'ambiente accademico che la ostacolava per fondare il Green Belt Movement ("movimento cintura verde"), che combatteva contro la povertà delle donne e la deforestazione piantando alberi. Milioni di alberi, curati da donne che ricevevano un compenso per il loro lavoro. E nel frattempo, corsi e laboratori a loro diretti per offrire consapevolezza e un futuro migliore.
Lo scontro con il presidente keniano Daniel arap Moi porterà i giornali e i suoi nemici a definirla "pazza", fino alle botte e alla prigionia negli anni '90. Alle nuove elezioni nel 2002 verrà eletta a larga maggioranza diventando viceministro all'ambiente.
Nel 2004, il premio Nobel per la pace, che accolse così: «Tutte le guerre si sono combattute e si combattono per accaparrarsi le risorse naturali - risorse che stanno diventando sempre più scarse in tutto il globo. Se veramente ci impegnassimo a gestire queste risorse in modo sostenibile, il numero dei conflitti armati diminuirebbe di certo. Preoccuparsi per la protezione dell'ambiente e lottare per l'armonia ecologica sono modi diretti di salvaguardare la pace».
Un pensiero che ha continuato a portare avanti con coraggio, ispirando movimenti simili nel resto dell'Africa e non solo, come quello dei ragazzi tedeschi di cui abbiamo già parlato.

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