Detta così, fa arricciare il naso a tanti italiani. E non solo a quelli "schizzinosi" che subito pensano agli "avanzi" di cibo che finiscono nella spazzatura, dopo aver riempito le nostre tavole e cucine. Certo non siamo ancora arrivati ai livelli dei nostri colleghi degli USA dove, a detta della vicepresidente di Slow Food Vandana Shiva "si butta via il 50% del cibo prodotto". Però ci battiamo "bene" (anzi male...) anche noi, dato che in Italia si butta nelle discariche oltre 1/3 del cibo acquistato. Una quantità enorme, corrispondente a circa 4mila tonnellate di derrate alimentari che ogni giorno finiscono nell'immondizia e non sulle tavole di poveri e bisognosi.
Sempre nel Bel Paese dello spreco si buttano via 32,5 milioni di tonnellate di cibo all'anno (imballaggi compresi), pari a 541 chili di "roba da mangiare" a testa, cibo prezioso che permetterebbe sfamare 44 milioni di persone. Per fermare questa vergognosa tendenza allo spreco occorre cambiare il nostro comportamento in relazione al cibo: primo, pensare a ciò che si compra razionalizzando la spesa; secondo, riutilizzare gli avanzi per preparare ricette con alimenti riciclati da mettere in pentola e non nel cassonetto. Una cucina "sobria" e gustosa, per una dieta sana e un'economia che fa risparmiare soldi e risorse.
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