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23.01.2012

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L'Italia sono anch'io!
Perché i figli di stranieri nati e cresciuti in Italia non possono avere da subito la cittadinanza italiana? Mobilitazione in corso!

In Italia ci sono più di 5 milioni di cittadini stranieri; uno su cinque ha meno di 18 anni, molti sono nati in Italia e si sentono lontani sia fisicamente che mentalmente dal loro Paese di origine, avendo sempre vissuto qui. Questi ragazzi, detti anche "immigrati di seconda generazione", arrivati alla maggiore età possono chiedere la cittadinanza italiana, ma devono scontrarsi contro intoppi burocratici, mentre paradossalmente una legge (pensata per gli emigrati italiani) permette di ottenerla con facilità per parenti di italiani residenti all'estero, che magari non conoscono nemmeno la lingua.   
Da diversi mesi la campagna "L'Italia sono anch'io", promossa da importanti associazioni tra cui Caritas, Libera e CGIL, sta raccogliendo firme per una proposta di riforma del diritto di cittadinanza, che permetta ai figli di stranieri nati in Italia di avere la cittadinanza italiana e agli stranieri residenti regolarmente da almeno 5 anni di poter votare. Se a fine febbraio si saranno raggiunte almeno 50.000 firme, le due proposte di legge popolare potranno essere presentate in parlamento.

La Fondazione Nigrizia, di cui il PM fa parte, ha aderito alla campagna ed è tra le associazioni del comitato della provincia di Verona impegnata con banchetti di raccolta firme ed eventi per spiegare perché è importante che anche i "nuovi italiani" possano prendere parte alla vita del Paese in cui abitano, studiano e lavorano. Prossimo appuntamento con la proiezione del documentario 18 ius soli, il 25 gennaio alle 17.20 all'università di Verona.

Aiutate la diffusione della campagna su Internet e tra i vostri conoscenti, e se avete più di 18 anni, informatevi su dove firmare!

(video: lo spot ufficiale che promuove la campagna)

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Balz ha scritto:
23.01.2012, ore 20:03
perché aspettare così tanto per avere la cittadinanza? L'Italia deve essere orgogliosa di ospitare tanti stranieri che hanno riposto fiducia in noi. Speriamo che anche loro siano orgogliosi delle 50 000 firme che ci aspettiamo arrivino in parlamento!